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Bellavista – Franciacorta da Erbusco: Alma, Teatro alla Scala e Riserva Vittorio Moretti

Bellavista a Erbusco: Franciacorta DOCG della famiglia Moretti – Alma Assemblage, Brut Teatro alla Scala, Riserva Vittorio Moretti. Storia, stile e scheda.

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  • chardonnay

In breve

  1. 1Fondata nel 1977 dall’imprenditore edile Vittorio Moretti sulla collina Bellavista a Erbusco – oggi una delle bandiere della Franciacorta DOCG.
  2. 2Circa 200 ettari di vigneto distribuiti su un centinaio di parcelle in una decina di comuni della Franciacorta – su colline moreniche tra il lago d’Iseo e il Monte Orfano.
  3. 3Per quattro decenni l’enologo Mattia Vezzola ha plasmato lo stile; dal 2021 Francesca Moretti guida la cantina, affiancata dall’ex chef de cave di Dom Pérignon Richard Geoffroy.
  4. 4Partner del Teatro alla Scala di Milano dal 2004 – il Brut Teatro alla Scala accompagna ogni anno l’inaugurazione della stagione il 7 dicembre.
  5. 5Dal Franciacorta d’ingresso Alma Assemblage, passando per Satèn e Rosé, fino alla Riserva Vittorio Moretti con circa sette anni sui lieviti – tutte le bottiglie sono rimosse a mano.

Riepilogo

Bellavista a Erbusco è una delle case più note della Franciacorta, la regione italiana più importante per lo spumante rifermentato in bottiglia. Fondata nel 1977 dall’imprenditore edile Vittorio Moretti, la tenuta è cresciuta da vigneto per hobby ad azienda con circa 200 ettari e circa 1,5 milioni di bottiglie l’anno. Per quattro decenni l’enologo Mattia Vezzola ne ha plasmato lo stile; dal 2021 guida la cantina Francesca Moretti, affiancata da Richard Geoffroy, ex chef de cave di Dom Pérignon. La gamma va dall’Alma Assemblage senza annata, passando per Satèn e Rosé, fino alla Riserva Vittorio Moretti. Bellavista è famosa inoltre come partner del Teatro alla Scala di Milano.

Storia

La storia di Bellavista inizia nel 1977, quando l’imprenditore edile Vittorio Moretti impianta un piccolo vigneto sulla collina Bellavista presso Erbusco – all’inizio più passione che affari. Il nome dice tutto: dalla collina lo sguardo spazia sul lago d’Iseo, sulla pianura e fino alle Prealpi. Il passo decisivo arriva nel 1981, quando Moretti incontra il giovane enologo Mattia Vezzola. Insieme, nei quattro decenni successivi, i due trasformano Bellavista in uno dei principali produttori di spumante d’Italia – Vezzola è considerato uno dei padri dello stile Satèn, la versione cremosa del Franciacorta ottenuta solo da uve bianche e imbottigliata a pressione ridotta.

In parallelo, intorno a Bellavista è nato il gruppo di famiglia Terra Moretti, che oggi riunisce altre tenute in Franciacorta, in Toscana e in Sardegna. Nel 2004, con la riapertura del teatro milanese restaurato, è iniziata la partnership con il Teatro alla Scala che caratterizza la casa ancora oggi. Nel 2018 la famiglia ha acquisito inoltre il Convento Santissima Annunciata sopra Erbusco, con il suo vigneto di circa tre ettari coltivato da oltre mille anni.

Il passaggio generazionale è avvenuto passo dopo passo: Francesca Moretti, figlia del fondatore, ha assunto nel 2020 la presidenza della divisione vino e nel 2021, dopo l’addio di Mattia Vezzola, la responsabilità della cantina. Come mentore ha chiamato Richard Geoffroy, che aveva guidato Dom Pérignon per 28 anni. Con lui è nato il progetto Alma Assemblage, che ha ridefinito la base della gamma.

Posizione e terroir

La Franciacorta si estende a sud del lago d’Iseo, in provincia di Brescia, incorniciata dalle Prealpi a nord e dal caratteristico Monte Orfano a sud. Le dolci colline sono opera dei ghiacciai dell’era glaciale: suoli morenici di ghiaia, sabbia e detriti calcarei, ben drenanti, che costringono le viti a radicare in profondità. Il lago mitiga il clima, le Alpi riparano dai freddi venti del nord – condizioni ideali per Chardonnay e Pinot Nero con frutto maturo e acidità comunque fresca.

Bellavista coltiva circa 200 ettari, distribuiti su un centinaio di parcelle in una decina di comuni della zona DOCG. Questa frammentazione è voluta: ogni parcella porta esposizione, altitudine e struttura del suolo proprie e viene vinificata separatamente – la materia prima per l’assemblaggio, cuore dell’arte della casa. Si lavora secondo principi biologici; negli ultimi anni Francesca Moretti ha inoltre rinunciato all’irrigazione delle viti adulte e alla sfogliatura, e sperimenta la pacciamatura per rendere suoli e viti più resilienti.

Stile e filosofia

Bellavista incarna uno stile di Franciacorta classico ed elegante: frutto maturo e preciso, perlage fine e una trama cremosa che nasce dalla lunga permanenza sui lieviti e dall’affinamento parziale dei vini base in legno. Il fondamento è l’assemblaggio – l’unione di molte parcelle e annate vinificate separatamente, che Geoffroy ha portato dalla Champagne e ha sviluppato ulteriormente con Francesca Moretti in Franciacorta. Circa 6,5 milioni di bottiglie riposano nelle gallerie sotterranee di Erbusco, lunghe quasi due chilometri. Una rarità a questa scala: tutte le bottiglie vengono ancora rimosse a mano (remuage).

I tre vitigni hanno ruoli chiari: lo Chardonnay dà struttura, finezza e potenziale di invecchiamento, il Pinot Nero porta corpo, frutto e il colore del Rosé, il Pinot Bianco aggiunge freschezza e leggerezza alle cuvée senza annata.

Cru e vini noti

La gamma è concepita come un percorso ascendente – dal Franciacorta base alla Riserva:

  • Alma Assemblage – il Brut senza annata, erede della Cuvée Alma e biglietto da visita della casa; Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco da molte parcelle e annate di riserva. Esiste in due versioni (Assemblage 1 e Assemblage 2).
  • Brut Teatro alla Scala – Brut millesimato da Chardonnay e Pinot Nero, il vino dell’inaugurazione di stagione della Scala di Milano.
  • Satèn – Satèn millesimato in stile blanc de blancs, con pressione più dolce e trama setosa.
  • Rosé – Rosé millesimato segnato dal Pinot Nero.
  • Riserva Vittorio Moretti – la cuvée di prestigio, intitolata al fondatore, con circa sette anni sui lieviti; in annate selezionate esce come edizione limitata Scala con etichette dedicate a prime d’opera come «Lohengrin», «La Traviata» o «Fidelio».
  • Convento Santissima Annunciata – bianco fermo Curtefranca DOC dallo storico vigneto del convento.

Tra i nomi di vigneto propri compaiono, tra gli altri, Rocchetta e Torbiato. Completa la gamma Arzente, un’acquavite di produzione propria.

Riconoscimenti

Bellavista è da decenni tra i produttori più premiati della Franciacorta e riceve regolarmente i massimi punteggi nelle guide italiane e internazionali. Il Brut Teatro alla Scala ha ottenuto, tra l’altro, l’argento ai Champagne & Sparkling Wine World Championships (annata 2018) e all’International Wine Challenge (annata 2010). Il riconoscimento più grande, però, è culturale: come vino della Scala, Bellavista sale ogni 7 dicembre dal 2004 su quello che è probabilmente il palcoscenico operistico più famoso del mondo.

Domande frequenti

Dove si trova la cantina Bellavista?

Bellavista ha sede a Erbusco, in provincia di Brescia, nel cuore della Franciacorta, in Lombardia. Il nome viene dalla collina su cui sorge la tenuta: da lì lo sguardo spazia sul lago d’Iseo, sulla pianura padana e fino alle Alpi. Le parcelle sono distribuite su una decina di comuni della zona DOCG.

Che cos’è l’Alma Assemblage di Bellavista?

Alma Assemblage è il Franciacorta base senza annata della casa ed erede della precedente Cuvée Alma. Unisce molte parcelle e annate in uno stile di casa a base di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco. Il progetto è stato sviluppato da Francesca Moretti insieme al consulente champenois Richard Geoffroy.

Che legame c’è tra Bellavista e il Teatro alla Scala?

Dalla riapertura del teatro milanese nel 2004, Bellavista è il partner ufficiale della Scala per il vino. Il Brut Teatro alla Scala millesimato, da Chardonnay e Pinot Nero, viene servito all’inaugurazione della stagione il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio. In collaborazione con la Scala sono uscite anche edizioni limitate della Riserva Vittorio Moretti.

Chi fa oggi il vino da Bellavista?

Dal 2021 la cantina è nelle mani di Francesca Moretti, figlia del fondatore e presidente della divisione vino del gruppo di famiglia Terra Moretti. Ha preso il posto di Mattia Vezzola, che aveva segnato la casa per circa quarant’anni, dal 1981 al 2021. Come consulente e mentore la affianca Richard Geoffroy, per lunghi anni chef de cave di Dom Pérignon.

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