Sintesi
Vigneti del Salento è il volto pugliese del Gruppo Fantini, il gruppo produttivo che Valentino Sciotti ha fondato in Abruzzo nel 1994 e che oggi vinifica in buona parte del Sud Italia. Si lavora nel Salento occidentale, in provincia di Taranto, tra Sava e Manduria, nel cuore della denominazione Primitivo di Manduria. Il nucleo è costituito da vecchi alberelli, alcuni di circa 100 anni, coltivati grazie a rapporti pluriennali con famiglie di viticoltori del posto. La casa è conosciuta per i suoi tre livelli qualitativi I Muri, Zolla e Vigne Vecchie, quest’ultimo il vino da vigne vecchie.
Storia
La storia di Vigneti del Salento è inseparabile da quella del Gruppo Fantini. Valentino Sciotti ha fondato l’azienda nel 1994 in Abruzzo con un’ambizione allora insolita per il Sud Italia: smettere di fornire vino sfuso anonimo al Nord e imbottigliare vini propri di qualità affidabile, a un prezzo capace di renderli accessibili a un pubblico internazionale ampio.
Quello che era nato sulla costa abruzzese si è esteso passo dopo passo verso sud. La Puglia era la seconda casa più naturale: poche altre regioni italiane disponevano di tanto materiale viticolo vecchio e sottovalutato. Da quell’espansione è nata Vigneti del Salento, una realtà pugliese con una propria identità, i cui vini nascono in provincia di Taranto, sul fianco occidentale del Salento, tra l’altro nella cantina di Sava, a due passi dai vigneti di Manduria.
Invece di acquistare grandi superfici di proprietà, la casa ha costruito negli anni una rete di rapporti stabili con famiglie di viticoltori locali, molte delle quali coltivano le proprie parcelle storiche da generazioni. Per la Puglia nel suo complesso il gruppo indica circa 615 ettari di vigneto e circa 348 conferitori partner. In cantina i vini sono firmati dall’enologo residente Danilo Gizzi, con il supporto dell’enologo consulente Filippo Baccalaro, piemontese e con quasi due decenni di lavoro in Puglia.
Posizione e terroir
Il Salento è il tacco dello stivale italiano: una penisola piatta o dolcemente ondulata tra Adriatico e Mar Ionio. Vigneti del Salento lavora nell’Alto Salento, la sua parte nord-occidentale, tra i comuni di Sava e Manduria, in provincia di Taranto. I vigneti si trovano tra i 60 e i 150 metri sul livello del mare, con esposizioni prevalentemente da sud a sud-est e densità di circa 4.000-5.000 ceppi per ettaro.
A dare il carattere sono le argille rosse ricche di ferro su fondo calcareo, tipiche del Salento. Accumulano calore, trattengono umidità nelle estati siccitose e offrono al Primitivo esattamente ciò di cui ha bisogno: molto sole, piena maturazione e uve comunque sane. Poiché il mare non è mai lontano, i venti costanti portano notti fresche e una freschezza che mantiene vivi i vini nonostante gradi di maturazione elevati.
Il vero tesoro, però, sono gli alberelli. Questa forma di allevamento tradizionale pugliese, senza filari a spalliera, non consente la vendemmia meccanica, ma dà rese molto basse e acini eccezionalmente concentrati. Alcune di queste viti hanno circa 100 anni: un patrimonio diventato raro in Puglia e in molti casi espiantato negli ultimi decenni.
Stile e filosofia
Sul piano stilistico Vigneti del Salento rappresenta il carattere caldo e immediatamente accessibile della Puglia: frutta scura pienamente matura, ciliegia e mora, speziatura erbacea mediterranea, tannini morbidi e acidità moderata. Sono vini volutamente generosi; i gradi alcolici dei vini di vertice si collocano ben oltre il 14 % vol.
In cantina la tecnologia moderna viene usata con misura. La linea guida del team si può riassumere così: poca tecnologia, molto mestiere. L’obiettivo non è imporre uno stile ai vini, ma portare in bottiglia la forza delle vecchie viti nel modo più fedele possibile. L’affinamento in rovere francese serve alla struttura e alla trama, non all’aroma di legno.
Altrettanto caratteristica è la scala chiara della gamma: da una linea d’ingresso accessibile, passando per una selezione da alberelli più vecchi, fino al vino dalle parcelle più antiche. Questa logica – stesso stile, concentrazione crescente – ha contribuito molto a rendere il marchio così leggibile a livello internazionale. Completano l’offerta i rosati da Negroamaro, i bianchi freschi e il riscoperto Susumaniello.
Vigneti e vini più noti
Come produttore che lavora su molte parcelle dell’Alto Salento, Vigneti del Salento non si definisce attraverso singoli cru, ma attraverso le sue linee:
- Vigne Vecchie – Primitivo di Manduria DOC dagli alberelli più vecchi, dodici mesi in rovere francese nuovo; il vino di punta della casa
- Vigne Vecchie Leggenda – l’imbottigliamento limitato della Gold Series del Vigne Vecchie, il biglietto da visita della collezione
- Zolla – selezione da alberelli di oltre 30 anni tra Manduria e Sava, a circa 70-100 metri di altitudine; disponibile tra l’altro come Primitivo di Manduria DOC e come Salice Salentino DOC
- I Muri – la linea d’ingresso, che prende il nome dai muretti a secco intorno ai vigneti, costruiti con le pietre raccolte al momento dell’impianto; come Primitivo, Negroamaro e blend bianco
A questi si aggiungono rosati, spumanti e specialità dolci del Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG.
Riconoscimenti
I vini di Vigneti del Salento vengono degustati e valutati con regolarità dalla stampa specializzata internazionale; in particolare il Vigne Vecchie e l’imbottigliamento limitato Leggenda compaiono con costanza nelle valutazioni di grandi riviste e guide.
Il riconoscimento più importante riguarda però la casa madre: dal 2017 il Gruppo Fantini è stato nominato cinque volte miglior produttore italiano al Grand International Wine Award MUNDUS VINI, l’ultima volta alla degustazione di primavera 2026. Vigneti del Salento appartiene così a quelle realtà pugliesi che hanno restituito peso internazionale alla reputazione del Salento e soprattutto a quella del Primitivo di Manduria.
