Sintesi
Schola Sarmenti è una cantina di famiglia di Nardò, nel cuore del Salento, la punta più meridionale della Puglia. Fondata nel 1999 dalle famiglie Calabrese e Marra, ha sede in uno stabilimento vinicolo ottocentesco restaurato. Su circa 75 ettari crescono soprattutto vitigni autoctoni – Primitivo, Negroamaro, Malvasia Nera, Susumaniello e Fiano –, molti dei quali ancora allevati con il tradizionale alberello pugliese. Con il Primitivo Cubardi la cantina ha fatto di recente il salto ai vertici delle guide italiane: l'annata 2023 ha ottenuto per la prima volta i Tre Bicchieri nella guida Vini d'Italia 2026 del Gambero Rosso.
Storia
La storia di Schola Sarmenti inizia da un edificio: uno stabilimento vinicolo della metà dell'Ottocento a Nardò, rimasto inattivo per oltre cinquant'anni. Le famiglie Calabrese e Marra lo acquistarono e lo restaurarono in più di tre anni di lavori. Riportarono così alla luce le caratteristiche volte a stella in tufo e pietra leccese; le antiche cisterne sotterranee furono trasformate in una bottaia a temperatura e umidità controllate.
La cantina ha avviato l'attività nel 1999. Il nome latino – all'incirca «scuola della vite» – è un programma: i fondatori non volevano conservare la tradizione viticola contadina del Salento come un pezzo da museo, ma portarla nel presente con tecniche di cantina moderne. Oggi l'azienda è guidata dalla famiglia Marra e in poco più di vent'anni è diventata uno degli indirizzi più riconoscibili della Puglia meridionale.
Territorio e terroir
Nardò si trova nel Salento occidentale, a pochi chilometri dal Mar Ionio. La penisola è racchiusa tra due mari – lo Ionio e l'Adriatico –, i cui venti mitigano le estati calde e secche e portano notti più fresche. I vigneti poggiano sulla tipica terra rossa salentina, suoli ricchi di ferro su roccia calcarea, in un paesaggio di muretti a secco, uliveti e macchia mediterranea.
Una buona parte della superficie vitata è ancora allevata con il tradizionale alberello pugliese: piante basse e libere, senza fili, che richiedono molto lavoro manuale ma danno rese basse e uve concentrate. Secondo la cantina, le viti più vecchie hanno 80 anni e oltre. Gli impianti più giovani, ad esempio quelli per il Critèra, sono allevati a Guyot.
Stile e filosofia
Schola Sarmenti punta con coerenza sui vitigni autoctoni del Salento. Il Primitivo dà rossi vellutati dal frutto scuro, il Negroamaro profondità speziata e terrosa, la Malvasia Nera profumo e morbidezza, e il Susumaniello, a lungo quasi dimenticato, freschezza e colore. Tra i bianchi sono protagonisti Fiano e Chardonnay. Secondo le guide, in vigna non si usano concimi chimici né diserbanti.
In cantina la gamma va dal Primitivo fruttato e senza legno alle riserve affinate in tonneaux francesi. L'obiettivo è uno stile che mostri il calore e l'opulenza del Sud senza perdere freschezza e bevibilità; ne fanno parte anche i rosati da Negroamaro e Susumaniello, così tipici del Salento.
Vigneti e vini noti
La gamma è ampia; tra i vini più noti ci sono:
- Cubardi: Primitivo in purezza da alberelli di oltre 60 anni, Tre Bicchieri per l'annata 2023
- Diciotto: Primitivo da viti di oltre 80 anni, un'etichetta limitata e numerata
- Critèra: Primitivo semplice da giovani impianti a Guyot, senza legno
- Nerìo: Nardò DOC Riserva da Negroamaro e Malvasia Nera, affinato in tonneaux francesi
- Roccamora: Negroamaro in purezza
- Masserei: rosato da Negroamaro
- Antièri: Susumaniello, in versione rossa e rosata
- Naùna: blend di Negroamaro e Primitivo
Riconoscimenti
Il successo più importante degli ultimi tempi sono i Tre Bicchieri del Gambero Rosso per il Cubardi 2023 nella guida Vini d'Italia 2026, il primo riconoscimento di questo tipo per la cantina. Già in precedenza il Gambero Rosso aveva segnalato il Critèra per il rapporto qualità-prezzo. Il Diciotto 2023 ha ottenuto il punteggio massimo di 5 Grappoli nella guida Bibenda e 3 stelle da Veronelli, oltre all'oro al Wine Hunter Award. Al Concours Mondial de Bruxelles sono arrivate medaglie d'argento, tra cui una per il Nerìo. Oggi Schola Sarmenti è quindi tra le cantine che portano la promessa di qualità del Salento ben oltre i confini della Puglia.
