Sintesi
Il Weingut Rosi Schuster di Sankt Margarethen im Burgenland è una di quelle aziende che conosci se ti interessa il rosso austriaco, e in particolare il rosso sommesso e preciso. Hannes Schuster coltiva circa 14 ettari, divisi in una quarantina di piccole parcelle distribuite in sei comuni a ovest e a nord del lago di Neusiedl. I suoi temi principali sono Sankt Laurent e Blaufränkisch, affiancati da bianchi di Grüner Veltliner, Furmint e Welschriesling. I vini nascono da agricoltura biologica, fermentano spontaneamente e maturano in legno usato: freschi, speziati e sorprendentemente pacati per una regione che a lungo ha rappresentato l'opposto.
Storia
La storia dell'azienda comincia alla fine degli anni Settanta, quando Rosi e Franz Schuster iniziarono a lavorare pochi ettari a Sankt Margarethen. Come molti viticoltori del Burgenland dell'epoca, all'inizio vendevano soprattutto in zona e costruirono la propria linea imbottigliata solo gradualmente. Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila il portafoglio comprendeva anche vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay, in pieno spirito del tempo.
La svolta è arrivata con la generazione successiva. Hannes Schuster ha assunto la responsabilità a metà degli anni 2000 (le fonti indicano un passaggio tra il 2005 e il 2007) e ha riorientato l'azienda nel giro di poche annate: fuori i vitigni internazionali, dentro i classici autoctoni Sankt Laurent e Blaufränkisch. In parallelo è iniziata la conversione al biologico, certificata all'inizio degli anni Dieci.
Il nome della madre è rimasto in etichetta. Non è un'operazione di marketing ma una dichiarazione: le fondamenta — le vecchie parcelle, i rapporti con i vicini in paese, decenni di lavoro — vengono dalla generazione precedente.
Territorio e terroir
Sankt Margarethen si trova sul margine occidentale del lago di Neusiedl, tra le colline del Leithagebirge a nord e la dorsale di Rust a sud. Il clima è pannonico: estati calde e asciutte, molto sole e un lago ampio e poco profondo che smorza gli sbalzi termici. L'aria fresca che scende dal Leithagebirge fa comunque calare le notti, condizione indispensabile per vini con acidità e tensione e non con la sola maturità.
La vera particolarità dell'azienda è la frammentazione: una quarantina di piccole parcelle distribuite tra Sankt Margarethen, Zagersdorf, Oslip, Schützen am Gebirge, Donnerskirchen e Müllendorf. Dal punto di vista logistico è faticoso, ma porta nel portafoglio una gamma di suoli molto ampia: dalle sabbie calcaree e arenarie agli scisti fino alle argille pesanti. Sono proprio queste differenze che Schuster vuole rendere udibili, ed è per questo che vinifica separando i comuni invece di assemblare tutto in un unico vino aziendale.
Stile e filosofia
La firma si riassume in una parola: sottrazione. In vigna significa agricoltura biologica, vendemmia manuale, rese contenute e una data di raccolta pensata per la maturità fenolica con alcol moderato: molti rossi dell'azienda restano ben sotto quello che nel Burgenland è stato a lungo lo standard.
In cantina succede volutamente poco. Mosti e macerazioni fermentano spontaneamente con i lieviti dei vigneti, i vini restano a lungo sulle fecce fini e maturano soprattutto in grandi botti di legno usato. La barrique nuova non ha più praticamente alcun ruolo; la solforosa è dosata con parsimonia e chiarifica e filtrazione avvengono solo se necessario. Ne risultano rossi che funzionano per tessitura, speziatura e bevibilità più che per densità, e che spesso si aprono davvero solo dopo qualche anno di bottiglia.
Per i bianchi vale la stessa logica. Colpisce in particolare il Furmint: il vitigno, noto soprattutto in Ungheria, ha in Burgenland una piccola e antica tradizione ma oggi sopravvive su pochissimi ettari. Schuster è tra i produttori che lo hanno consapevolmente recuperato.
Cru e vini noti
La gamma è costruita sull'origine e non sulla categoria di maturità:
- Aus den Dörfern – i vini d'ingresso, assemblati da più comuni, sia in rosso sia in bianco
- Dorfkultur – il gradino superiore, anch'esso su più comuni ma da parcelle selezionate più strettamente
- Blaufränkisch Sankt Margarethen – il vino di villaggio del comune di casa
- Blaufränkisch Müllendorf – da suoli calcarei nel nord dell'areale
- Sankt Laurent Zagersdorf, tra l'altro dalla Ried Repistye – il cru più noto dell'azienda
- Oltre a piccole quantità di bianco da Grüner Veltliner, Furmint e Welschriesling
La produzione annua si aggira sulle 50.000 bottiglie, una cifra molto contenuta rispetto alla notorietà dell'azienda.
Riconoscimenti
Rosi Schuster ottiene da anni valutazioni costantemente alte nelle guide austriache ed è affermata nella stampa specializzata internazionale come una delle referenze per il Sankt Laurent, un vitigno quasi sconosciuto fuori dall'Austria e a lungo considerato difficile perfino in Burgenland. Anche i Blaufränkisch di villaggio compaiono con regolarità ai vertici delle degustazioni. Più delle singole valutazioni conta però il ruolo stilistico dell'azienda: appartiene a quel gruppo di produttori del Burgenland che hanno portato il rosso austriaco dal modello muscolare verso un vino di terroir fresco e legato all'origine.
