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Masseria Borgo dei Trulli – cantina biologica di Primitivo e Negroamaro nel Salento

Robert KozinskiDi Robert Kozinski
29 agosto 2026
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Masseria Borgo dei Trulli a Maruggio: cantina biologica del Salento per Primitivo di Manduria e Negroamaro. Storia, stile, vigneti e scheda nel ritratto.

L'essenziale

  • 1Giovane azienda biologica nel cuore del Salento, costruita dall'enologo Alessandro Michelon attorno a una masseria di fine Settecento.
  • 2Sede in località Roselle, nel comune di Maruggio in provincia di Taranto, a soli cinque chilometri circa dal mar Ionio.
  • 3Circa 55 ettari di vigneto su una superficie aziendale di circa 70 ettari, tra Maruggio, Sava, Manduria e Guagnano.
  • 4Circa 16 ettari di vecchi alberelli pugliesi, in parte risalenti agli anni Cinquanta, vendemmiati rigorosamente a mano.
  • 5I vini simbolo sono il Mirea Primitivo di Manduria DOP e il Saracena Primitivo Salento IGP.

Scheda

Regione
Puglia – Maruggio (località Roselle), provincia di Taranto, Salento, Italia
Fondata
l'azienda attuale nasce a partire dal 2017, dopo l'acquisto della masseria storica
Proprietario / Enologo
Alessandro Michelon, enologo e fondatore
Superficie vitata
circa 55 ettari di vigneto su circa 70 ettari aziendali, di cui circa 16 ad alberello
Vitigni principali
Primitivo, Negroamaro, Fiano, Vermentino, Malvasia, Sauvignon Blanc
Stili di vino
Rossi densi, rosato di Primitivo, bianchi freschi, spumante, dolce naturale
Classificazione
Primitivo di Manduria DOP, Salice Salentino DOC, IGP Salento e Puglia
Particolarità
Masseria in tufo con volte a stella accanto a una cantina moderna, conduzione biologica

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Sintesi

La Masseria Borgo dei Trulli è una delle realtà più giovani e allo stesso tempo più ambiziose del Salento. Attorno a una masseria di fine Settecento restaurata, in località Roselle vicino a Maruggio, l'enologo Alessandro Michelon ha costruito un'azienda che mette insieme vecchi alberelli e una cantina tecnologicamente avanzata. Su circa 55 ettari di vigneto, distribuiti tra Maruggio, Sava, Manduria e Guagnano, dominano Primitivo e Negroamaro, affiancati da Fiano, Vermentino, Malvasia e Sauvignon Blanc. I vini sono tipicamente pugliesi nella densità, ma nettamente più freschi e precisi di quanto la fama della regione lascerebbe immaginare.

Storia

A differenza di molte realtà pugliesi, Borgo dei Trulli non ha alle spalle secoli di tradizione familiare, ma abita un edificio che di secoli ne ha molti. La masseria risale alla fine del Settecento e ospitava in origine i braccianti e il bestiame. Per decenni è rimasta in abbandono, finché intorno al 2017 è stata acquistata e trasformata in cantina.

Dietro il progetto c'è l'enologo Alessandro Michelon, che nel Salento ha visto un potenziale enologico ben superiore al commercio di vino sfuso. Il recupero ha seguito volutamente le strutture originali: i muri in tufo locale, gli archi e le caratteristiche volte a stella sono stati conservati e restaurati. Accanto è sorta una cantina nuova, dotata di impianti moderni e di fermentazione a temperatura controllata. In poche annate l'azienda si è fatta strada nelle degustazioni internazionali e nell'export.

Territorio e terroir

L'azienda si trova nel cuore del Salento, il tacco dello stivale italiano, a pochi chilometri dall'entroterra rispetto al mar Ionio. Il clima è spiccatamente mediterraneo: molto sole, poche piogge ed estati lunghe e calde, mitigate dalle brezze marine costanti e dalle notti fresche. È proprio questa escursione termica tra giorno e notte a mantenere viva l'aromaticità dei vini.

I vigneti si distribuiscono su più zone con suoli nettamente diversi:

  • Roselle – le parcelle intorno alla cantina, su terreno rosso sabbioso-calcareo ricco di ossidi di ferro, circa dodici ettari
  • Pasano – un altopiano riparato con suoli più ricchi di sostanza organica e un mesoclima leggermente più mite
  • Guagnano, nella zona del Salice Salentino – a circa 35 chilometri, su suoli scuri, argillosi e ricchi di humus
  • Monaco Mirante – viti a ridosso della costa, a un centinaio di metri dalla spiaggia

Tratto distintivo è l'alberello pugliese: circa 16 ettari sono viti allevate senza sostegni, piantate fitte e in parte risalenti agli anni Cinquanta. La chioma folta ombreggia i grappoli e li protegge da scottature e stress idrico, un vantaggio sempre più prezioso nelle annate calde. Qui la gestione e la vendemmia possono essere solo manuali.

Stile e filosofia

Circa quattro quinti della produzione sono rossi, in prevalenza Primitivo e Negroamaro. Sul piano stilistico l'azienda cerca l'equilibrio: la pienezza tipica del Salento, frutto scuro maturo e tannini morbidi, ma senza le note pesanti e surmature che segnano molti vini di volume della regione. Il legno è dosato con misura e serve alla struttura, non all'aroma.

Per i bianchi si vendemmia presto e si fermenta a bassa temperatura, per ottenere da Fiano, Vermentino e Malvasia Bianca vini con tensione e una nota salina. Completano la gamma un rosato di Primitivo, uno Spumante Brut da agricoltura biologica e un Primitivo di Manduria Dolce Naturale. La viticoltura segue criteri biologici; la biodiversità tra i filari e un uso attento dell'acqua fanno parte del progetto, cosa tutt'altro che secondaria nel caldo salentino.

Vigneti e vini noti

La gamma è essenziale e ruota attorno ai due vitigni rossi principali:

  • Mirea Primitivo di Manduria DOP – il rosso più ambizioso della casa, denso e di lunga tenuta
  • Saracena Primitivo Salento IGP – il vino il cui nome rimanda ai trulli saraceni della zona
  • Primitivo di Manduria DOP – l'espressione classica del cuore della denominazione
  • Salice Salentino DOC Riserva – dalle parcelle di Guagnano, Negroamaro con Malvasia Nera
  • Negroamaro Salento IGP e un rosato di Primitivo
  • Signor P Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG – la specialità dolce dell'azienda

L'azienda produce inoltre un gin chiamato Duna Mirante, un richiamo alla parcella costiera dello stesso nome.

Riconoscimenti

Per un'azienda così giovane i risultati ottenuti finora colpiscono. Il Mirea Primitivo di Manduria ha ricevuto i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, mentre Falstaff ha valutato 90 punti il Saracena Primitivo Salento IGP dell'annata 2023. Altri vini della casa hanno raccolto medaglie in concorsi internazionali come il Mundus Vini. Borgo dei Trulli si colloca così tra le realtà che stanno spostando la reputazione del Salento da fornitore di rossi potenti da tutti i giorni a denominazione con un profilo proprio.

Domande frequenti

Per che cosa è conosciuta la Masseria Borgo dei Trulli?

L'azienda è nota per rossi potenti ma di grande pulizia da Primitivo e Negroamaro del Salento, soprattutto il Mirea Primitivo di Manduria DOP e il Saracena Primitivo Salento IGP. Accanto a questi ci sono bianchi freschi da Fiano, Vermentino e Malvasia Bianca e uno spumante. I vigneti sono condotti secondo criteri biologici.

Dove si trova la Masseria Borgo dei Trulli?

L'azienda ha sede in località Roselle, nel comune di Maruggio in provincia di Taranto, nel cuore della zona del Primitivo di Manduria. Dalla cantina al mar Ionio ci sono solo cinque chilometri circa; altri vigneti si trovano a Sava, Manduria e a Guagnano, nel Salice Salentino.

Da dove viene il nome Borgo dei Trulli?

Il nome richiama le tipiche costruzioni in pietra a secco con tetto conico che punteggiano il paesaggio intorno all'azienda. Sono i cosiddetti trulli saraceni del basso Salento, un motivo ripreso dalla cantina nelle etichette e nei nomi dei vini.

L'azienda lavora in biologico?

Sì. L'azienda conduce i vigneti secondo criteri biologici e cura la biodiversità tra i filari. Una parte della gamma, tra cui lo Spumante Brut, è commercializzata esplicitamente come vino biologico.

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