Riepilogo
Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico è la cantina della Campania più conosciuta a livello internazionale e, dagli anni Novanta, uno dei principali motori della svolta qualitativa nella viticoltura del Sud Italia. Su circa 300 ettari in Irpinia – distribuiti su oltre 800 particelle censite singolarmente – nascono vini ottenuti esclusivamente da vitigni locali: rossi potenti e longevi da Aglianico e bianchi minerali, sorprendentemente adatti all'invecchiamento, da Fiano, Greco e Falanghina. La cantina inaugurata nel 2004 su progetto dell'architetta giapponese Hikaru Mori ha reso la tenuta anche un simbolo.
Storia
La fondazione di Feudi di San Gregorio nel 1986 fu anche una risposta a una catastrofe: sei anni prima un forte terremoto aveva devastato l'Irpinia, spopolando ulteriormente una zona di montagna già strutturalmente debole. Le famiglie Capaldo ed Ercolino fondarono la cantina espressamente come contributo alla ricostruzione, con la convinzione che gli antichi vitigni della zona fossero il più grande capitale inutilizzato della Campania.
Negli anni Novanta la tenuta divenne il motore di una vera e propria rivoluzione del vino nel Sud Italia. Feudi fu tra i primi produttori a proporre Fiano di Avellino e Greco di Tufo come bianchi seri e legati al cru, invece di venderli come merce anonima di massa. Tra il 2001 e il 2004 nacque la nuova cantina su progetto di Hikaru Mori, che portò all'azienda attenzione internazionale anche al di fuori del mondo del vino.
Nel 2009 Antonio Capaldo, figlio del cofondatore Pellegrino Capaldo, assunse la guida della casa; nello stesso anno il friulano Pierpaolo Sirch, legato all'azienda dal 2003, ricevette la responsabilità di tutte le aree produttive. Sotto questa doppia guida la gamma è stata affinata, il lavoro sulle particelle approfondito e, con il progetto FeudiStudi, è partita una serie di microproduzioni da singoli vigneti. Parallelamente è cresciuto il gruppo Tenute Capaldo, con tenute in Basilicata, in Puglia, a Bolgheri, in Friuli e sull'Etna.
Posizione e terroir
L'Irpinia è l'opposto del cliché del Sud Italia caldo. La sede aziendale di Sorbo Serpico si trova a circa 500 metri di altitudine e i vigneti si distribuiscono su posizioni collinari e montane dell'Appennino campano. Gli inverni sono rigidi e piovosi, le estati calde, ma le notti fresche: le forti escursioni termiche tra giorno e notte sono la chiave dell'acidità marcata e dello spettro aromatico per cui i vini della zona sono noti.
Dal punto di vista geologico l'Irpinia è fortemente segnata dal carattere vulcanico; accanto a questo si trovano suoli calcarei e argillosi. Questa varietà in spazi ristretti è il motivo per cui la tenuta suddivide con coerenza le proprie superfici in piccole particelle e le affina separatamente: altitudine, esposizione e pendenza danno vini nettamente diversi da vigneto a vigneto. Le viti sono spesso incastonate tra boschi, vecchi oliveti e prati: un paesaggio agrario insolitamente vario per la viticoltura intensiva italiana.
Stile e filosofia
La scelta di fondo della tenuta è la concentrazione sui vitigni autoctoni. L'Aglianico, il vitigno rosso tardivo e ricco di tannini dell'Irpinia, dà qui vini di frutto scuro, struttura robusta e grande potenziale di invecchiamento; Fiano e Greco offrono bianchi con nerbo, trama e una tenuta nel tempo che a lungo non si è attribuita ai bianchi italiani.
In cantina il team lavora per particelle e con misura: vinificazione separata, estrazione moderata per l'Aglianico, uso differenziato del legno a seconda del vino. Nei bianchi è in primo piano l'equilibrio tra frutto, sapidità e struttura. La sostenibilità non è un accessorio: l'azienda è certificata B Corp e secondo Equalitas, è costituita come Società Benefit e si è posta l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2030.
Cru e vini noti
La gamma è chiaramente scalata, dai vini d'azienda accessibili fino alle icone da singolo cru:
- Serpico – Aglianico in purezza da viti a piede franco di oltre cent'anni nel comune di Taurasi; il rosso di punta della tenuta
- Taurasi Riserva Piano di Montevergine – Taurasi da singolo cru con lungo affinamento in botte e grande potenziale di invecchiamento
- Taurasi DOCG – il Taurasi classico d'azienda da Aglianico
- Rubrato – Irpinia Aglianico, l'accesso immediato ed economico allo stile della casa
- Pietracalda – Fiano di Avellino da un cru nelle immediate vicinanze della cantina
- FeudiStudi – microproduzioni da singoli vigneti, imbottigliate ciascuna in tirature molto limitate
A questi si aggiungono i vini base di Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Falanghina, che hanno dato alla tenuta la sua notorietà internazionale.
Riconoscimenti
Feudi di San Gregorio è da decenni tra i produttori più premiati del Sud Italia. Il Serpico e il Taurasi Riserva Piano di Montevergine hanno collezionato nell'arco di molte annate i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, a cui si aggiungono regolari valutazioni di vertice della stampa specializzata internazionale. La tenuta è socio fondatore del Comitato Grandi Cru d'Italia, l'associazione delle principali cantine italiane. Al di là dei soli punteggi, Feudi è considerata soprattutto la cantina che ha messo l'Irpinia e i suoi vitigni sulla carta del mondo.
