Sintesi
Endrizzi, a San Michele all'Adige, è una delle cantine più antiche e conosciute del Trentino. Dal 1885 l'azienda è in mano alla famiglia, oggi alla quinta generazione. Il cuore della gamma è il Teroldego, il vitigno rosso simbolo della regione, interpretato qui su più livelli fino al concentrato Gran Masetto. Accanto trovano posto i bianchi freschi della Valle dell'Adige, i vitigni bordolesi che i fondatori portarono in Trentino oltre un secolo fa e gli spumanti Trentodoc con rifermentazione in bottiglia. Endrizzi unisce così la freschezza alpina a una sorprendente varietà di stili.
Storia
La storia dell'azienda inizia nel 1885, quando Francesco e Angelo Endrici fondarono un'attività vitivinicola in località Masetto, presso San Michele all'Adige. Il Trentino faceva allora parte della monarchia austro-ungarica e San Michele era un centro di sapere enologico fin dalla fondazione, nel 1874, del celebre istituto agrario di insegnamento e ricerca. Quella vicinanza alla ricerca spiega molto: gli Endrici furono tra i primi a portare in Trentino Cabernet Sauvignon e Merlot all'inizio del Novecento, senza per questo abbandonare i vitigni autoctoni Teroldego e Lagrein.
Il cognome di famiglia è in realtà Endrici; Endrizzi è la variante dialettale locale che si è affermata come nome della cantina. Nel corso delle generazioni l'azienda è rimasta strettamente legata alla vita pubblica della regione: membri della famiglia sono stati attivi, fra l'altro, nella politica provinciale e negli organismi vitivinicoli di Trento.
Oggi guidano l'azienda Paolo Endrici, avvocato di formazione, e la moglie Christine, architetta tedesca, alla quarta generazione. Christine Endrici ha segnato in modo determinante il rinnovamento architettonico della cantina. La quinta generazione, Lisa Maria e Daniele, lavora già in azienda e ha studiato economia del vino. Lo storico edificio del Masetto resta ancora oggi luogo di degustazioni ed eventi.
Posizione e terroir
San Michele all'Adige si trova nella Valle dell'Adige, una ventina di chilometri a nord di Trento, là dove la valle si apre verso la Piana Rotaliana, la piccola pianura alluvionale fra Adige e Noce considerata la patria classica del Teroldego. I suoli sono qui in prevalenza alluvionali: ghiaiosi, sabbiosi, molto drenanti, depositati dai fiumi nel corso dei millenni. Terreni simili si scaldano in fretta, trattengono poca acqua e obbligano la vite ad approfondire le radici: condizioni ideali per un rosso di frutto nitido e struttura fine.
Dal punto di vista climatico il Trentino gode di una doppia influenza. Di giorno l'Ora del Garda, la brezza pomeridiana che risale dal lago, ventila i vigneti e mitiga il caldo estivo; di notte scende aria fresca dalle valli dolomitiche. Le forti escursioni termiche che ne derivano spiegano perché i vini mantengano acidità e profumo nonostante il sole meridionale. Le parcelle si distribuiscono dal fondovalle fino ai versanti collinari: i vitigni a bacca bianca e le basi per il Trentodoc provengono di preferenza dalle parcelle più alte e fresche.
Stile e filosofia
Endrizzi non segue dogmi ma un approccio pragmatico e preciso: vini di fattura pulita, in cui vitigno e origine restano riconoscibili. L'azienda è considerata fra le prime sostenitrici di una viticoltura rispettosa dell'ambiente in Trentino-Alto Adige; anche la nuova cantina è stata progettata secondo criteri di sostenibilità. In vigna questo significa rese contenute, cura attenta della chioma e vendemmia manuale per i vini di punta.
In cantina convivono due mani. I bianchi e i rossi più semplici fermentano in acciaio a temperatura controllata, per preservare freschezza e frutto. Per i grandi rossi le uve passano prima per l'appassimento, poi per la fermentazione in vasca d'acciaio e infine per l'affinamento in barrique. Gli spumanti Trentodoc riposano invece sui lieviti da due a otto anni a seconda della cuvée dopo la rifermentazione in bottiglia: un esercizio di pazienza che dona loro perlage fine e note di brioche.
Vigneti e vini noti
La gamma è organizzata in più linee, dai varietali accessibili fino alle etichette simbolo:
- Gran Masetto – Teroldego in purezza (Vigneti delle Dolomiti IGT) da uve appassite per circa tre mesi e affinato in barrique; il vino di punta
- Masetto Due – uvaggio di Teroldego e Cabernet che unisce il mondo varietale antico e quello nuovo dell'azienda
- Piancastello – Trentodoc Riserva, metodo classico con lungo affinamento sui lieviti
- Teroldego Rotaliano DOC – la lettura classica, succosa e fresca del grande vitigno rosso
- Trentino DOC – varietali di Chardonnay, Pinot Grigio, Müller-Thurgau, Lagrein, Cabernet e Merlot
- Dono – un vino dolce della cantina Endrizzi
A ciò si aggiunge il secondo pilastro della famiglia: Serpaia di Endrizzi, in Toscana, dove una trentina di ettari sono coltivati a Sangiovese, Cabernet e Merlot e dove si produce anche olio d'oliva.
Riconoscimenti
Endrizzi compare regolarmente nelle guide di riferimento fra le case guida del Trentino. A catalizzare l'attenzione è soprattutto il Gran Masetto: l'annata 2020 ha ottenuto l'oro al concorso internazionale Mundus Vini ed è stata proclamata miglior rosso del Trentino, mentre annate precedenti hanno conquistato medaglie d'oro alle Sélections Mondiales des Vins in Canada. Anche gli spumanti Trentodoc e i varietali della Trentino DOC si collocano con costanza ai primi posti nelle degustazioni internazionali: la prova che qui non brilla un solo vino di prestigio, ma l'intera gamma su un livello costante.
