Riepilogo
Boekenhoutskloof è una delle cantine più note e stimate del Sudafrica. Situata nell'angolo più remoto della valle di Franschhoek, la storica tenuta del 1776 è stata rifondata come cantina nel 1993 da Marc Kent e dai suoi soci. Da allora Boekenhoutskloof si è imposta ai vertici del Paese con un Syrah denso e speziato, un longevo Cabernet Sauvignon e uno straordinario Semillon da vecchie vigne. Lo stesso team è inoltre dietro marchi di successo come The Chocolate Block, Porcupine Ridge e The Wolftrap, oltre che alla tenuta Porseleinberg nello Swartland.
Storia
La tenuta Boekenhoutskloof fu concessa già nel 1776 ed è quindi una delle proprietà più antiche della valle di Franschhoek, colonizzata dagli ugonotti francesi alla fine del XVII secolo. Il nome significa più o meno „gola del Boekenhout“, dal faggio del Capo autoctono, il cui legno era un tempo ricercato per i mobili. Le sedie stilizzate sulle etichette ricordano questa storia.
Come cantina nel senso moderno, Boekenhoutskloof nasce solo nel 1993: il giovane enologo Marc Kent, formatosi all'Elsenburg Agricultural College, rilevò la proprietà insieme a diversi soci e reimpiantò i vigneti. Un'altra figura chiave per molto tempo fu Tim Rands, con cui Kent riorganizzò l'assetto proprietario a metà degli anni 2000. Con il Syrah di fine anni Novanta la cantina si fece rapidamente un nome; in seguito arrivarono i marchi The Chocolate Block, Porcupine Ridge e The Wolftrap. Dal 2015 Gottfried Mocke guida la cantina come enologo capo, mentre Marc Kent continua a tracciarne la rotta come Cellar Master e Managing Partner.
Posizione e terroir
Franschhoek è una valle racchiusa da alte montagne a est di Città del Capo, con clima mediterraneo, estati calde e secche e inverni umidi. Boekenhoutskloof si trova all'estremità più remota e relativamente fresca della valle, dove i versanti proiettano ombra già nel pomeriggio. Nella tenuta di circa 20 ettari dominano le varietà rosse; i suoli spaziano da depositi alluvionali e granito all'arenaria di Table Mountain.
Per il suo Syrah il team ha guardato presto oltre Franschhoek. Con l'acquisizione di Porseleinberg nello Swartland, la cui prima annata è uscita nel 2010, Boekenhoutskloof si è assicurata vigneti propri su poveri suoli di scisto. Lì l'enologo Callie Louw coltiva le viti in biologico; gran parte delle uve per il Boekenhoutskloof Syrah proviene oggi da lì. Il Semillon arriva invece da vecchi impianti di Franschhoek, in parte ultracentenari.
Stile e filosofia
Boekenhoutskloof unisce potenza, freschezza e struttura. Il Syrah mostra frutto scuro, pepe e fini note erbacee, restando però teso ed equilibrato: uno stile più vicino al Rodano settentrionale che ai Syrah opulenti del Nuovo Mondo. Il Cabernet Sauvignon di Franschhoek è tannico, preciso e pensato per un lungo invecchiamento.
Il Semillon è una particolarità: un tempo diffusissimo al Capo, oggi il vitigno è diventato raro. Boekenhoutskloof tiene viva questa tradizione con un bianco complesso da vecchie vigne, affinato in legno, che guadagna profondità con gli anni. Dal Semillon nasce inoltre il dolce Noble Late Harvest. Tutti i vini condividono la ricerca dell'origine anziché della moda, dalla vigna a un lavoro di cantina misurato.
Cru e vini noti
Il portafoglio va dai vini di culto ai marchi accessibili per ogni giorno:
- Boekenhoutskloof Syrah: l'ammiraglia, oggi prodotta in prevalenza con uve dello Swartland
- Boekenhoutskloof Cabernet Sauvignon: rosso longevo di Franschhoek
- Boekenhoutskloof Semillon: bianco da vecchie vigne, tra i migliori Semillon del Paese
- The Journeyman: blend a base di Cabernet Franc
- Noble Late Harvest: Semillon dolce
- Porseleinberg Syrah: tenuta indipendente dello Swartland con un profilo proprio
- The Chocolate Block: blend rosso di Syrah, Grenache, Cinsault, Cabernet Sauvignon e Viognier
- Porcupine Ridge e The Wolftrap: marchi convenienti e molto diffusi
Riconoscimenti
Da anni Boekenhoutskloof è una presenza fissa nella lista dei produttori a cinque stelle di Tim Atkin nel suo South Africa Special Report annuale. Il Semillon 2020 vi è stato eletto Vino Bianco dell'Anno, e il Noble Late Harvest è stato nominato più volte Vino Dolce dell'Anno. Nel 2020 Atkin ha nominato l'enologo capo Gottfried Mocke Winemaker of the Year. La cantina ha inoltre ricevuto l'Editor's Award come Winery of the Year dalla prestigiosa Platter's South African Wine Guide, confermandosi senza dubbio uno dei punti di riferimento del vino sudafricano.
