Sintesi
Allegrini, con sede a Fumane, è uno dei nomi che hanno definito la Valpolicella Classica. Su circa 150 ettari tra le colline a nord di Verona nascono Amarone e Recioto da uve appassite, il classico Valpolicella Superiore e, con La Poja, un Corvina in purezza che ha ridisegnato la geografia della zona. La cifra stilistica punta su freschezza, frutto e struttura più che su dolcezza e potenza, costruita in decenni di reimpianti, densità di ceppi più elevate e uno sguardo costante ai singoli cru.
Storia
La famiglia Allegrini è radicata a Fumane fin dal XVI secolo; l’azienda nella forma odierna viene di norma datata al 1854. La reputazione moderna si deve però a Giovanni Allegrini, che dagli anni Sessanta iniziò a imbottigliare in proprio i vini dei vigneti di famiglia. Ragionava per singoli cru quando in Valpolicella quasi nessuno lo faceva, acquistò parcelle collinari di grande potenziale e rinnovò gli impianti.
Dopo la morte di Giovanni nel 1983, i figli Walter, Marilisa e Franco Allegrini portarono avanti l’azienda: Franco in vigna e in cantina, Marilisa nella parte commerciale e nella comunicazione. Walter è scomparso nel 2003; sua figlia Silvia Allegrini segue oggi soprattutto i progetti di sostenibilità. Franco Allegrini, che per decenni ha plasmato lo stile della casa, è morto all’inizio del 2022.
Da lì è seguito il riassetto del patrimonio: dal 2023 Marilisa Allegrini e le figlie gestiscono in un gruppo separato le tenute toscane Poggio al Tesoro a Bolgheri e San Polo a Montalcino, oltre alla rinascimentale Villa della Torre. La cantina in Valpolicella resta ai figli di Franco, Francesco, Giovanni e Matteo, e alla cugina Silvia.
Posizione e terroir
Fumane è uno dei cinque comuni della Valpolicella Classica, il cuore storico della denominazione a nord-ovest di Verona. I vigneti occupano dorsali che scendono dai monti Lessini verso la pianura padana, in un paesaggio di valli strette, terrazzamenti e sommità collinari. Il lago di Garda a ovest mitiga il clima, mentre l’altitudine porta notti fresche e con esse aromi e acidità.
I suoli sono in prevalenza calcarei, spesso sassosi e poco profondi, con presenza di argilla e materiale vulcanico. Allegrini sfrutta proprio questa varietà per i vini di singolo vigneto: La Grola si trova intorno ai 310 metri e copre circa 30 ettari, mentre Villa Cavarena è tra le parcelle più alte dell’azienda e fornisce uve per l’Amarone e per Palazzo della Torre. Sulle sommità calcaree la Corvina, di maturazione tardiva, matura lentamente e mantiene la freschezza.
Stile e filosofia
La scelta decisiva è stata viticola: Giovanni Allegrini sostituì l’onnipresente pergola veronese con un Guyot fitto, intorno a 4.500 ceppi per ettaro. Rese più basse per pianta, migliore esposizione e maturazione controllata sono diventate la base dello stile. Accanto a Corvina, Corvinone e Rondinella la famiglia ha reimpiantato anche l’Oseleta, varietà locale quasi scomparsa che apporta colore, tannino e speziatura.
In cantina Allegrini lavora con misura: frutto nitido, tannini presenti ma non duri, uso moderato del legno e, per l’Amarone, un affinamento che tiene in equilibrio i toni di frutta appassita e la freschezza. Per l’appassimento la famiglia ha contribuito a creare il fruttaio collettivo Terre di Fumane, che ha reso il processo molto più preciso in tutta la zona.
Vigneti e vini celebri
- Amarone della Valpolicella Classico DOCG: il vino simbolo, da uve appassite per mesi, denso e speziato ma dal frutto molto definito
- La Poja: Corvina in purezza dall’altopiano di circa 2,6 ettari sopra La Grola, imbottigliato come Veronese IGT dall’annata 1983
- La Grola: Valpolicella Classico Superiore dall’omonimo cru, soprattutto Corvina con una quota di Oseleta
- Palazzo della Torre: Veronese IGT, antesignano della doppia fermentazione con uve appassite della stessa vendemmia
- Recioto della Valpolicella Classico: il dolce antenato storico dell’Amarone
- Valpolicella Classico: l’ingresso fresco e immediato nella gamma
Riconoscimenti
Allegrini è tra le cantine più premiate del Veronese. Negli anni ha raccolto un numero a due cifre di Tre Bicchieri del Gambero Rosso: secondo i conteggi più citati intorno a trenta, diversi dei quali per La Poja e con regolarità per l’Amarone della Valpolicella Classico. Anche nelle degustazioni internazionali e sulla stampa di settore è considerata un riferimento per capire quanto nitidi e longevi possano essere Amarone e Corvina.
