Riepilogo
La Tenuta dell'Ornellaia a Bolgheri è uno degli indirizzi vinicoli più celebri d'Italia – e un simbolo di come la costa toscana sia salita ai vertici mondiali nel giro di pochi decenni. Sui suoi circa 97 ettari non cresce il sangiovese, ma i vitigni bordolesi cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e petit verdot. Da questi nasce il vino di punta omonimo, Ornellaia: un rosso denso e vellutato imbottigliato come Bolgheri Superiore DOC, che figura regolarmente tra i vini italiani con i punteggi più alti. Dal 2005 la tenuta appartiene interamente alla famiglia Frescobaldi.
Storia
La storia comincia nel 1981, quando Lodovico Antinori – rampollo della dinastia vinicola fiorentina – acquistò terreni vicino a Bolgheri e vi piantò vitigni bordolesi. Modello e vicino era Sassicaia, che pochi anni prima aveva dimostrato come quella fascia costiera, a lungo giudicata irrilevante per la viticoltura, potesse dare qualcosa di grande. Antinori si avvalse tra gli altri della consulenza dell'enologo californiano André Tchelistcheff; l'ungherese Tibor Gál plasmò lo stile delle origini come primo responsabile di cantina.
L'annata d'esordio arrivò sul mercato nel 1985 e fu subito un successo. Negli anni Novanta Ornellaia diventò un marchio internazionale e nel 1998 dalla stessa azienda nacque una seconda stella mondiale: il merlot in purezza Masseto, oggi una tenuta autonoma della stessa proprietà.
Gli assetti proprietari cambiarono più volte. Alla fine degli anni Novanta entrò la famiglia californiana Mondavi, affiancata dal 2002 dai Marchesi Frescobaldi. Nel 2005 i Frescobaldi presero il controllo totale. Nello stesso anno arrivò come direttore Axel Heinz, formatosi a Bordeaux, che ne segnò lo stile fino al 2023; dal 2024 Marco Balsimelli guida la produzione di Ornellaia e Masseto.
Posizione e terroir
Bolgheri si trova sulla costa toscana, in provincia di Livorno, a pochi chilometri dal Mar Tirreno e lontano dalle classiche colline del sangiovese del Chianti. È proprio questo il punto: il clima è mediterraneo e mite, e la brezza marina porta notti fresche e quindi forti escursioni termiche tra giorno e notte. Le uve maturano completamente ma conservano freschezza e acidità: condizioni ideali per vitigni bordolesi a maturazione tardiva, che nell'entroterra spesso non arriverebbero a punto.
I suoli sono di una varietà insolita: sedimenti marini, materiali alluvionali scesi dalle colline e porzioni argillose e ghiaiose si alternano su distanze brevissime, con tracce vulcaniche in alcuni punti. Per questo l'azienda è suddivisa in circa 50 parcelle, vendemmiate e vinificate separatamente. I vigneti si raccolgono in due zone: il blocco storico attorno alla cantina, sulla Via Bolgherese, e l'area di Bellaria, più a nord.
Stile e filosofia
Ornellaia ragiona per parcelle. Circa ottanta lotti fermentano e si affinano separatamente prima che venga composto il blend finale – un metodo che ricorda il lavoro dei grandi château bordolesi. Il vino di punta trascorre circa 18 mesi in barrique francesi con un'alta percentuale di legno nuovo, seguiti da circa un anno di bottiglia prima dell'uscita.
Stilisticamente la casa punta sulla pienezza con precisione: frutti scuri, erbe mediterranee, cedro e fini note tostate, con tannini maturi e vellutati e un finale lungo e salino che in molti attribuiscono alla vicinanza del mare. Sono vini accessibili da giovani, ma che guadagnano ben più profondità nell'arco di dieci o vent'anni. Le proporzioni dei vitigni variano con l'annata: di solito guida il cabernet sauvignon, con il merlot a dare polpa e quote minori di cabernet franc e petit verdot per speziatura e struttura.
Cru e vini noti
La gamma è chiaramente scalata:
- Ornellaia – il vino di punta, un blend bordolese come Bolgheri Superiore DOC, biglietto da visita della tenuta
- Le Serre Nuove dell'Ornellaia – il secondo vino, Bolgheri DOC Rosso, più incentrato sul merlot e pronto prima
- Le Volte dell'Ornellaia – il vino d'ingresso, Toscana IGT, che affianca il sangiovese ai vitigni bordolesi
- Poggio alle Gazze dell'Ornellaia – il bianco della casa, dalla zona costiera
- Ornellaia Bianco – una piccola specialità bianca molto limitata
Strettamente legata ma gestita in modo autonomo è Masseto, il merlot in purezza da una parcella di argilla azzurra: uno dei vini più cari d'Italia.
Una particolarità è la Vendemmia d'Artista: dall'annata 2006 (presentata per la prima volta nel 2009) ogni anno un artista interpreta il carattere del millesimo su etichette speciali per grandi formati in edizione limitata. Il ricavato delle aste sostiene programmi di promozione dell'arte.
Riconoscimenti
La consacrazione internazionale arrivò con l'annata 1998, eletta Vino dell'Anno da Wine Spectator nel 2001 – il primo riconoscimento di questo tipo per un vino italiano di Bolgheri. Da allora Ornellaia colleziona con costanza punteggi di vertice presso i principali critici internazionali e nelle guide italiane, con diverse annate ai massimi voti. Insieme a Sassicaia, la tenuta è considerata il fondamento della fama di Bolgheri – e la prova che i blend bordolesi italiani possono giocare alla pari con i classici del Médoc.
