Sintesi
La Fattoria Le Pupille è l'azienda che ha costruito la reputazione della Maremma. Nel sud della Toscana, tra Grosseto e il mar Tirreno, Elisabetta Geppetti guida la tenuta dal 1985, molto prima che la Maremma venisse presa sul serio come zona vitivinicola. Su circa 85-90 ettari di vigneto la casa segue due strade in parallelo: il Morellino di Scansano DOCG da sangiovese, terroso e succoso, e il Saffredi, un blend bordolese che dal 1987 figura tra i grandi rossi d'Italia. Insieme spiegano perché in Italia la Geppetti venga chiamata semplicemente "Signora del Morellino".
Storia
Le origini dell'azienda risalgono agli anni Settanta, quando un podere vicino a Pereta, con pochi ettari di sangiovese, imbottigliò i primi vini propri. Il suocero di Elisabetta, Alfredo, che gli amici chiamavano "Fredi", produceva allora rossi e bianchi semplici di Pereta: vini quotidiani di una zona che in Italia era ancora considerata entroterra povero.
La svolta arrivò nel 1985, quando una giovanissima Elisabetta Geppetti prese in mano la conduzione dell'azienda. Aveva ereditato l'amore per la vigna dal nonno e dal suocero Alfredo, insieme alla convinzione che la Maremma potesse dare molto più di quanto le venisse riconosciuto. Già nel 1982 la casa aveva presentato un Morellino di Scansano Riserva dell'annata 1978, dimostrando che qui erano possibili vini da invecchiamento.
La vera consacrazione arrivò però nel 1987 con il primo Saffredi. Per questo vino Elisabetta Geppetti chiamò al suo fianco l'enologo Giacomo Tachis, l'uomo dietro Sassicaia e Tignanello e quindi dietro l'intero movimento dei Supertuscan. Il Saffredi fu tra i primi vini a dimostrare a livello internazionale che anche la fascia costiera a sud di Bolgheri poteva produrre qualcosa di grande.
Elisabetta Geppetti fu poi eletta prima presidente del Consorzio del Morellino di Scansano, contribuendo a definire regole e identità della denominazione. Nel 1996 l'acquisto del vigneto Poggio Valente aggiunse una parcella che si rivelò un habitat ideale per il sangiovese. Oggi i figli Clara ed Ettore lavorano in azienda al suo fianco.
Territorio e terroir
La Maremma è la parte sud-occidentale e costiera della Toscana: un paesaggio ampio, un tempo paludoso, bonificato del tutto solo nel Novecento. È questo il motivo per cui la viticoltura di qualità è arrivata così tardi: i suoli c'erano, mancava la storia.
Le parcelle de Le Pupille si distribuiscono in più zone della provincia di Grosseto: attorno al nucleo aziendale presso Istia d'Ombrone, nei pressi di Pereta e a Magliano in Toscana. L'altitudine media è di circa 250 metri sul livello del mare: abbastanza alta per notti fresche, abbastanza vicina al Tirreno per una brezza costante. Questa combinazione è la chiave dello stile della casa: le uve maturano pienamente sotto il sole mediterraneo, ma conservano freschezza e aromaticità grazie all'escursione termica tra giorno e notte.
I suoli sono vari e cambiano su brevi distanze tra tratti sabbiosi, arenacei e argillosi, con presenza di ghiaia e scheletro. Le arenarie ben ventilate della parcella del Saffredi sono considerate particolarmente adatte ai vitigni bordolesi a maturazione tardiva, mentre le porzioni più argillose danno sostanza al sangiovese.
Stile e filosofia
Le Pupille vive una doppia identità senza dover scegliere tra le sue due anime. Da un lato c'è il sangiovese: il Morellino di Scansano è volutamente accessibile, succoso e speziato, con frutta rossa, erbe mediterranee e tannini morbidi; un vino da tavola, non da vetrina. Nella Riserva e nel sangiovese di parcella arrivano più densità, struttura e legno.
Dall'altro lato c'è la linea internazionale: cabernet sauvignon, merlot e petit verdot compongono nel Saffredi un rosso scuro e potente, con frutta nera matura, cedro, speziatura erbacea e tannini a grana fine, affinato in barrique francese. La caratteristica è che, nonostante la pienezza, il vino non risulta mai pesante: resta percepibile la nota salina e fresca della zona costiera.
Sopra a tutto c'è un'ambizione pragmatica: i vini devono rendere riconoscibile la Maremma, non copiare un ideale internazionale. In vigna l'azienda lavora in modo dichiaratamente rispettoso, tenendo conto delle ampie superfici non vitate di bosco, oliveti e macchia che occupano la maggior parte degli oltre 400 ettari.
Vigneti e vini noti
La gamma è chiaramente articolata:
- Saffredi – il vino di punta, blend di cabernet sauvignon, merlot e petit verdot, prima annata 1987
- Poggio Valente – il sangiovese più ambizioso, dall'omonimo vigneto acquistato nel 1996
- Morellino di Scansano DOCG – il biglietto da visita della denominazione, come annata e come Riserva
- Pelofino – il rosso d'ingresso, accessibile, come Toscana IGT
- Poggio Argentato – il vino bianco della casa
- Solalto – un vino dolce da uve appassite, specialità dell'azienda
La parcella più importante è quella del Saffredi, all'interno della storica zona Pupille Vecchie: circa dieci-quattordici ettari a quota 250 metri, dedicati dal 1987 al vino omonimo.
Riconoscimenti
Dagli anni Novanta il Saffredi figura stabilmente tra i rossi italiani più premiati e compare con regolarità nel gruppo di testa delle principali guide italiane e presso la critica internazionale. Altrettanto importante è il ruolo dell'azienda per il suo territorio: la stampa enologica italiana chiama Elisabetta Geppetti "Signora del Morellino" e, come prima presidente del consorzio di tutela, è stata determinante nel percorso che ha portato il Morellino di Scansano alla DOCG. Le Pupille rappresenta così più di un'azienda di successo: è il punto di partenza della reputazione di cui la Maremma gode oggi.
