Sintesi
Concha y Toro è la casa vinicola più conosciuta del Cile e allo stesso tempo il maggiore produttore di vino dell'America Latina. Fondata nel 1883 da Melchor de Santiago Concha y Toro e dalla moglie Emiliana Subercaseaux, ha la sua sede storica a Pirque, nel Valle del Maipo, a sud-est di Santiago. Da lì è cresciuto un gruppo che oggi coltiva vigneti in quasi tutte le valli cilene oltre che in Argentina e in California, e vende in più di 130 Paesi. La gamma va dal diffusissimo Casillero del Diablo al vino icona Don Melchor, che ha portato il Cile ai vertici internazionali.
Storia
La storia comincia nella seconda metà dell'Ottocento, quando imprenditori cileni importarono viti francesi per produrre vicino a Santiago vini in stile bordolese. Melchor de Santiago Concha y Toro, politico e proprietario terriero, fece arrivare barbatelle da Bordeaux fino a Pirque e vi fondò la sua azienda nel 1883. Di quell'epoca sono la casa padronale, il parco e l'antica cantina scavata in profondità, che ancora oggi attira visitatori.
Già nel 1923 l'azienda fu trasformata in società per azioni e quotata alla borsa di Santiago: un passo precoce che rese possibile la successiva espansione. Nel 1966 arrivò Casillero del Diablo, il marchio destinato a dare fama mondiale alla casa. Il salto decisivo verso l'élite qualitativa avvenne nel 1987 con la prima annata di Don Melchor, un Cabernet Sauvignon da Puente Alto, nell'alto Maipo.
Nei decenni successivi il gruppo crebbe molto: acquisizioni come Cono Sur (1993) e Trivento a Mendoza (1996), oltre a una joint venture con la casa Baron Philippe de Rothschild da cui è nato il vino di culto Almaviva. Nel 2011 si è aggiunta la cantina californiana Fetzer, che oggi opera con il nome Bonterra Organic Estates. Dal 2019 Don Melchor è gestita come bodega autonoma all'interno del gruppo.
Posizione e terroir
Pirque si trova ai piedi delle Ande, proprio dove il fiume Maipo esce dalla montagna. Il clima è di impronta mediterranea: estati calde e asciutte, quasi nessuna pioggia durante la maturazione e un netto calo termico notturno, perché l'aria fredda scende dai monti verso la valle. Queste ampie escursioni termiche sono la chiave dei tannini freschi e saldi dei Cabernet del Maipo.
I suoli dell'alto Maipo sono alluvionali, ciottolosi e poveri: costringono la vite a radicare in profondità e danno acini piccoli e concentrati. La terza terrazza fluviale di Puente Alto, a circa 650 metri di quota, è considerata uno dei migliori terroir da Cabernet dell'emisfero australe.
Oltre al Maipo l'azienda sfrutta l'enorme varietà climatica del Cile: zone fresche e vicine all'oceano come Casablanca e Leyda per il Sauvignon Blanc, il settentrionale Limarí con suoli calcarei per lo Chardonnay e Peumo, nella Valle del Cachapoal, per i suoi migliori Carmenère.
Stile e filosofia
Sul piano stilistico Concha y Toro riesce in un equilibrio che a poche case riesce: da un lato vini affidabili, fruttati e accessibili in grandi volumi, dall'altro vini di terroir senza compromessi. Le linee di base e intermedie puntano su frutto pulito, tannini morbidi e legno misurato: vini che danno piacere da giovani.
Al vertice, invece, il lavoro è spiccatamente parcellare. Per Don Melchor il vigneto di Puente Alto è da anni suddiviso in blocchi vendemmiati e affinati separatamente; il team è affiancato dall'enologo bordolese Eric Boissenot. Ne nascono Cabernet dal frutto nitido di ribes nero, speziatura di cedro, struttura salda e una gradazione che di norma resta sotto il 15 % vol., capaci di invecchiare due decenni e oltre.
La seconda grande storia è quella della Carmenère: la riscoperta cilena, particolarmente a casa propria a Peumo, che ha dato all'azienda un vino icona tutto suo con Carmín de Peumo. A ciò si aggiunge un chiaro impegno sulla sostenibilità, dagli obiettivi idrici e climatici di gruppo alla viticoltura rigenerativa e biologica di Bonterra in California.
Vigneti e vini famosi
I marchi sono chiaramente scalati, dallo scaffale del supermercato alla sala d'asta:
- Casillero del Diablo: la linea più conosciuta al mondo, dal 1966, particolarmente forte con Cabernet Sauvignon e Carmenère
- Marqués de Casa Concha: la gamma di terroir con origine in singole valli, un classico del rapporto qualità-prezzo
- Terrunyo e Amelia: rispettivamente vini da singolo vigneto e uno Chardonnay simbolo da clima fresco
- Carmín de Peumo: vino icona da Carmenère, dalla zona di Peumo nella Valle del Cachapoal
- Don Melchor: il Cabernet Sauvignon di Puente Alto, ammiraglia della casa dal 1987
- Almaviva: progetto comune con la casa Baron Philippe de Rothschild, giuridicamente una bodega a sé
Riconoscimenti
La rivista britannica Drinks International ha eletto Concha y Toro più volte marchio di vino più ammirato al mondo, tra gli altri negli anni dal 2011 al 2013, e da allora l'azienda compare con regolarità ai primi posti di quella classifica. Don Melchor ha ottenuto il punteggio massimo di 100 punti da James Suckling con l'annata 2018; l'annata 2021 è stata proclamata Vino dell'Anno 2024 da Wine Spectator, la prima bottiglia cilena in assoluto in testa a quella lista. Anche i vini di Marqués de Casa Concha e Carmín de Peumo ricevono regolarmente valutazioni elevate nelle guide cilene e internazionali.
