Sintesi
Château Mouton Rothschild è l'outsider tra i First Growths di Bordeaux, ed è proprio questo a rendere la sua storia così particolare. La tenuta di Pauillac nel 1855 fu classificata solo come secondo cru e dovette attendere 118 anni prima di salire ufficialmente al rango di Premier Grand Cru Classé, nel 1973. Su circa 90 ettari di ghiaia quasi pura cresce soprattutto Cabernet Sauvignon, da cui nasce uno dei vini più densi e longevi della regione. Ma Mouton non è celebre solo per il vino: dal 1945 la parte alta dell'etichetta di ogni annata porta la firma di un artista diverso.
Storia
Il vigneto sul dosso di Mouton era già noto nel XVIII secolo, allora con il nome di Brane-Mouton. Nel 1853 il barone Nathaniel de Rothschild, del ramo inglese della famiglia, acquistò la proprietà e le diede il proprio nome. La delusione arrivò appena due anni dopo: la classificazione del 1855 collocò Mouton tra i Deuxième Grand Cru Classé, appena sotto le quattro tenute di vertice.
La svolta vera la portò nel 1922 il barone Philippe de Rothschild, che ad appena vent'anni prese in mano una proprietà allora trascurata e la plasmò per 65 anni. Dal 1924 fece imbottigliare in tenuta l'intero raccolto, invece di venderlo in botte al commercio come si usava: un passo che rese per la prima volta verificabili qualità e origine, e che presto fu imitato in tutto il Médoc. La sua tenace battaglia per la riclassificazione si concluse nel 1973 con la promozione in prima fila, sancita da un decreto dell'allora ministro dell'Agricoltura Jacques Chirac. Il barone coniò il motto che ancora oggi compare sull'etichetta: primo sono, secondo fui, Mouton non cambia.
Dopo la sua morte nel 1988, la figlia baronessa Philippine de Rothschild guidò la casa fino alla propria scomparsa nel 2014. Da allora l'azienda è nelle mani dei suoi tre figli; la responsabilità tecnica in vigna e in cantina è dal 2020 di Jean-Emmanuel Danjoy, succeduto allo storico direttore Philippe Dhalluin.
Posizione e terroir
Mouton si trova nella parte settentrionale del comune di Pauillac, non lontano dall'estuario della Gironda e in immediata vicinanza di Lafite Rothschild. Il sottosuolo è eccezionale persino per il Médoc: le parcelle poggiano su uno dei banchi di ghiaia più alti dell'appellazione, con quote di quasi 30 metri sul livello del mare, molto per un Médoc così pianeggiante.
Il suolo è quasi interamente ghiaia grossolana mista a sabbia e con pochissima argilla, su marne e calcare. Questa composizione drena rapidissimamente, costringe le radici a scendere in profondità e accumula di giorno un calore che di notte restituisce ai grappoli. Proprio questo equilibrio termico spiega perché il tardivo Cabernet Sauvignon qui maturi in modo affidabile, mentre l'Atlantico e la massa d'acqua della Gironda attutiscono gelate e picchi di calore.
Stile e filosofia
Se Lafite è sinonimo di misura, Mouton lo è di pienezza e potenza. Il Grand Vin è scuro, concentrato e speziato in modo esotico: note tipiche di ribes nero, tabacco, cedro, espresso e spezie asiatiche, sostenute da un tannino ampio e vellutato. Non sono vini da bere giovani: cominciano ad aprirsi davvero dopo dieci-quindici anni e poi durano decenni.
Il lavoro in cantina è tradizionale e impegnativo. La vendemmia è manuale, le uve vengono selezionate al tavolo e la fermentazione avviene in tini di legno. Il Grand Vin matura poi in barrique francesi nuove al 100 % per una media di 19-22 mesi, un approccio che funziona solo perché i vini hanno sostanza sufficiente per assorbire il legno. Nel 2013 è stata inaugurata a questo scopo una nuova sala di fermentazione con vista vetrata sui tini.
L'arte sull'etichetta
L'idea più celebre della casa nasce nell'anno della vittoria, il 1945, quando Philippe Julian disegnò un'etichetta con una grande V di Victory. Da allora la tenuta affida ogni annata la parte superiore dell'etichetta a un artista diverso. L'elenco si legge come un repertorio dell'arte moderna: tra gli altri Salvador Dalí, Marc Chagall, Joan Miró, Pablo Picasso, Andy Warhol e Jeff Koons. I lavori non vengono pagati in denaro, ma in vino della cantina. La collezione degli originali è visibile nel Museo del Vino nell'Arte, allestito in tenuta dal barone Philippe e dalla baronessa Pauline negli anni Sessanta. Per i collezionisti questo significa che una verticale completa è anche una collezione d'arte: uno dei motivi per cui certe annate vengono scambiate ben oltre il loro valore enologico.
Vigneti e vini noti
La gamma della tenuta è ristretta e ben ordinata:
- Château Mouton Rothschild – il Grand Vin, Premier Grand Cru Classé di Pauillac
- Le Petit Mouton de Mouton Rothschild – il secondo vino, introdotto con l'annata 1993, con più Merlot e pronto prima
- Aile d'Argent – il bianco secco da una piccola parcella di Sauvignon Blanc, Sémillon, Sauvignon Gris e Muscadelle
La produzione complessiva di tutti i vini si aggira sulle 350.000 bottiglie nelle annate buone. Poiché a Pauillac non esistono nomi di singola vigna come in Borgogna o alla Mosella, qui il cru coincide con l'altopiano ghiaioso della tenuta stessa: le parcelle vengono raccolte e vinificate separatamente e riunite solo al momento dell'assemblaggio.
Riconoscimenti
Come Premier Grand Cru Classé, Mouton appartiene alla cerchia più ristretta e costosa di Bordeaux e riceve costantemente le valutazioni più alte dalla critica internazionale. Leggendaria è soprattutto l'annata 1945, che in asta raggiunge regolarmente prezzi record ed è annoverata tra i grandi Bordeaux del Novecento. Merita poi una nota una particolarità della sua storia proprietaria: Mouton è l'unica delle grandi tenute classificate ad appartenere ininterrottamente alla stessa famiglia dal 1855, e l'unica mai promossa all'interno della classificazione.
