Sintesi
La cantina Knewitz di Appenheim è una delle ascese più notevoli del vino tedesco degli ultimi quindici anni. I fratelli Tobias e Björn Knewitz coltivano circa 25 ettari nel nord della Rheinhessen, su suoli tra i più calcarei di tutta la Germania. Il loro tema è il Riesling secco, sapido e minerale, affiancato da vitigni borgognoni di grande serietà come Chardonnay, Weißburgunder e Spätburgunder. In poche annate questa piccola azienda familiare della valle del Welzbach si è fatta strada fino all'élite della regione ed è stata ammessa nel VDP alla fine del 2021.
Storia
La famiglia Knewitz coltiva vigne ad Appenheim fin dalla fine dell'Ottocento. A lungo quella che oggi è una cantina celebrata è stata un'azienda agricola mista, come ce n'erano a centinaia in Rheinhessen. Le fondamenta dell'attuale cantina furono poste dalla nonna e dal padre dei fratelli negli anni Settanta, quando la famiglia cominciò a imbottigliare il proprio vino invece di venderlo sfuso.
La svolta decisiva è arrivata con la terza generazione: Tobias Knewitz ha assunto la direzione intorno al 2009/2010, dopo gli studi di enologia a Geisenheim, e il fratello Björn lo ha affiancato in vigna e in cantina. I due hanno riorganizzato l'azienda senza compromessi: riduzione drastica delle rese, vendemmia più tardiva, selezione più severa, affinamento in legno. Il riconoscimento è arrivato in fretta: già nel 2011 Tobias Knewitz ha ottenuto il primo grappolo del Gault&Millau come uno dei viticoltori più giovani di sempre, e nel 2015 Falstaff ha eletto l'azienda rivelazione dell'anno.
Il culmine provvisorio di questo percorso è stato l'ingresso nell'Associazione delle Cantine Tedesche di Prädikat (VDP) nel dicembre 2021, un riconoscimento riservato a pochissime aziende della Rheinhessen.
Territorio e terroir
Appenheim si trova nella valle del Welzbach, nel nord della Rheinhessen tra Bingen e Ingelheim, lontano dall'asse più noto Nierstein–Oppenheim e a lungo una macchia bianca sulla carta del vino tedesco. È proprio questo ad aver attirato i fratelli: vogliono dimostrare che questo angolo settentrionale della Rheinhessen ha un potenziale di livello mondiale tutto suo.
La chiave è la geologia. Circa 40 milioni di anni fa un mare subtropicale copriva gran parte della zona; ne restano spessi banchi di calcare, marne calcaree e barriere coralline pietrificate. Chi scava qui trova impronte di conchiglie e fossili. I suoli vanno dal calcare puro alle marne calcaree e argillose, con porzioni ferrose. Il calcare trattiene l'acqua, ha un effetto rinfrescante e costringe la vite a radicare in profondità: da qui la salda struttura acida dei vini, la loro sapidità e il loro tratto diritto, quasi severo. Non a caso l'azienda si presenta con l'immagine di una „cantina sul mare“.
Dal punto di vista climatico i vigneti beneficiano della posizione riparata nelle colline della Rheinhessen, dei venti notturni freschi della valle del Welzbach e di una maturazione tardiva rispetto alla media regionale, un vantaggio nelle annate sempre più calde.
Stile e filosofia
I vini di Knewitz non sono seduttori al primo sorso. Puntano su nitidezza, slancio e struttura più che su un frutto opulento. Il lavoro in cantina è volutamente sobrio: lunghe macerazioni per i riesling, fermentazione spontanea, affinamento sulle fecce fini, botti grandi e barrique per i borgognoni. Solforosa e filtrazione restano moderate, perché nel bicchiere resti l'origine.
Björn Knewitz riassume l'atteggiamento con semplicità: quanto più si lavora con attenzione e rispetto per la natura, tanto più onesto sarà il vino. Coerentemente, l'azienda è passata alla viticoltura biologica e punta su inerbimento, formazione di humus e lavorazioni delicate del suolo.
Quanto ai vitigni, il Riesling domina con circa il 55 per cento della superficie. Colpisce però l'alta quota di Chardonnay (intorno al 20 per cento) e di Weißburgunder: sul calcare queste varietà si trovano visibilmente a proprio agio e i vini portano una firma borgognona senza sembrare una copia. Completano il quadro Spätburgunder e Silvaner in quantità minori.
Vigneti e vini noti
La gamma segue la classica logica del VDP: vini d'azienda, vini di villaggio, Erste Lage e Grosses Gewächs. Tra i vigneti più importanti figurano:
- Appenheimer Hundertgulden – il cuore dell'azienda, documentato già nel 1148, quando il vigneto fu donato al monastero di Disibodenberg; estremamente calcareo e all'origine di uno dei Grosses Gewächs più ricercati
- Nieder-Hilbersheimer Steinacker – grande vigneto su calcare, per molti degustatori il riesling più lineare dell'azienda
- Nieder-Hilbersheimer Honigberg – anch'esso classificato come grande vigneto
- Gau-Algesheimer St. Laurenzikapelle e Goldberg – Erste Lage nel comune vicino
- Appenheimer Eselspfad – un'altra parcella che segna la gamma dell'azienda
L'ambasciatore più popolare dello stile è l'Appenheim Riesling „Kalkstein“, che trasmette la firma della casa a un prezzo relativamente contenuto. Chi vuole spingersi oltre trova nei Grosses Gewächs da Hundertgulden e Steinacker vini con un notevole potenziale di invecchiamento.
Riconoscimenti
L'evoluzione dell'azienda si legge nelle guide: primo grappolo del Gault&Millau nel 2011, due grappoli dalla metà degli anni Dieci, tre grappoli intorno al 2020. Eichelmann ha alzato la valutazione da 3,5 a 4 stelle, lodando i fratelli per aver „continuato a stringere la vite della qualità“; lo Steinacker Riesling vi ha ottenuto presto 91 punti. Falstaff ha eletto Knewitz rivelazione dell'anno nel 2015 e, nelle edizioni più recenti delle grandi guide, l'azienda si colloca nella categoria più alta. L'ingresso nel VDP nel 2021 conferma questo percorso e fa di Appenheim, definitivamente, un indirizzo da conoscere.
