Sintesi
La Weingut Weninger di Horitschon è uno degli indirizzi che definiscono il blaufränkisch nel Mittelburgenland. L'azienda di famiglia coltiva circa 28 ettari attorno a Horitschon e altri 22 a Balf, presso Sopron, in Ungheria, e lavora da molti anni in modo rigorosamente biodinamico. Invece di puntare sulla potenza e sul legno nuovo, Franz Weninger cerca nitidezza, freschezza e origine: i suoi cru Dürrau, Hochäcker e Kirchholz sono punti di riferimento per ciò che il blaufränkisch sa dare su suoli pesanti.
Storia
La famiglia Weninger è radicata a Horitschon da generazioni. Il passo decisivo verso la specializzazione fu compiuto da Franz Weninger senior negli anni Ottanta: convertì l'azienda al rosso di qualità e capì presto che il futuro della regione stava nel vitigno autoctono blaufränkisch, in un'epoca in cui le varietà internazionali come cabernet sauvignon e merlot erano ancora considerate la via maestra.
Dopo la caduta della cortina di ferro la famiglia estese il proprio lavoro oltre il vicino confine e iniziò a Balf, presso Sopron, in Ungheria, dove prosegue la stessa formazione geologica; lì il vitigno si chiama kékfrankos. Oggi l'azienda è guidata da Franz Reinhard Weninger (nato nel 1979), che ha spostato nettamente lo stile della casa verso la sobrietà e la precisione e ha promosso la conversione alla biodinamica.
Territorio e terroir
Horitschon si trova nel Mittelburgenland, che non a caso porta il soprannome di terra del blaufränkisch: poche regioni al mondo sono costruite in modo così univoco attorno a un solo vitigno rosso. La zona è segnata da un clima caldo di impronta pannonica, con estati torride e notti fresche che preservano acidità e freschezza nei vini.
Determinanti sono i suoli relativamente pesanti: limo e argilla profondi, in parte con calcare e ghiaie inglobate. Trattengono l'acqua e la restituiscono nei periodi siccitosi, un vantaggio soprattutto nelle annate calde. Il blaufränkisch risponde con una struttura densa e un tannino saldo. I cru si distinguono in modo netto: Dürrau rappresenta i suoli più pesanti e argillosi e i vini più potenti, mentre Hochäcker e Kirchholz danno versioni un po' più leggere e dal tratto più fine.
Stile e filosofia
La firma dell'azienda è cambiata molto negli ultimi due decenni: dal rosso internazionale, concentrato e segnato dalla barrique a uno stile purista e trasparente. Le uve vengono fermentate sempre più a grappolo intero e in modo spontaneo, l'affinamento avviene soprattutto in botte grande anziché in barrique piccole e l'uso di solforosa resta contenuto.
In vigna la biodinamica significa qui in concreto: rinuncia a fitofarmaci e concimi di sintesi, inerbimento e promozione attiva della biodiversità fra i filari, lavoro con i preparati e orientamento ai ritmi annuali e lunari. L'azienda aderisce a respekt-BIODYN, l'associazione che riunisce le cantine biodinamiche dell'area di lingua tedesca.
Cru e vini celebri
La gamma è graduata secondo l'origine: dal vino di zona a quello di villaggio fino ai cru.
- Ried Dürrau, l'ammiraglia, da argilla profonda e pesante; denso, longevo, spesso accessibile solo dopo anni
- Ried Hochäcker, un po' più immediato, con frutto scuro nitido e spezie fini
- Ried Kirchholz, più fresco e teso nell'espressione
- Ried Saybritz, speziato, con una marcata nota erbacea
- Horitschon, il vino di villaggio come porta d'ingresso allo stile della casa
- inoltre i vini ungheresi di Balf/Sopron e piccole quantità di pinot noir, weißburgunder e furmint
Riconoscimenti
La stampa specializzata internazionale colloca stabilmente Weninger fra gli indirizzi più importanti per il blaufränkisch, e l'azienda compare con regolarità ai vertici delle guide austriache; alcuni vini hanno ottenuto di recente il Gran Oro ai Golden Grape Awards, fra gli altri premi. Al di là dei punteggi, però, conta soprattutto la sua influenza: l'unione coerente fra lavoro biodinamico e blaufränkisch in purezza ha fatto scuola nel Burgenland e ha cambiato la percezione internazionale della regione.
