Sintesi
Maison Tardieu-Laurent, nel borgo provenzale di Lourmarin, non è una classica azienda con vigneti propri ma un négociant-éleveur: una casa che acquista uve e vini giovani da viticoltori selezionati e poi li vinifica e li affina nella propria cantina. È nata nel 1994 da Michel Tardieu e dal négociant borgognone Dominique Laurent, con l'idea di portare i metodi di affinamento della Borgogna nel Rhône: piccole partite, vigne vecchie, lunghi affinamenti in legno. I vini arrivano da quasi tutta la valle, da Cornas, Hermitage e Côte-Rôtie al nord fino a Châteauneuf-du-Pape, Gigondas e Vacqueyras al sud. Oggi Michel Tardieu guida la maison insieme al figlio Bastien Tardieu.
Storia
Tutto comincia nel 1994 con un'alleanza insolita. Michel Tardieu, nato nel Luberon e all'origine estraneo al mondo del vino, voleva imbottigliare vini da vigne vecchie del Rhône a un livello che allora quasi nessuno raggiungeva partendo da uve acquistate. Come socio convinse Dominique Laurent, négociant di Borgogna già affermato e noto per un affinamento intransigente e molto segnato dal legno. Le prime annate furono affinate ancora nelle cantine di Laurent in Borgogna; dal 1996 la maison ha la propria cantina a Lourmarin.
Il riconoscimento arrivò subito: il Cornas Vieilles Vignes 1995 fu eletto miglior vino del Rhône da Wine Spectator, un debutto clamoroso per una casa nata appena due anni prima. Dominique Laurent lasciò la società all'inizio degli anni Duemila e la famiglia Tardieu rilevò le sue quote e i diritti sul nome. Il doppio nome è rimasto: oggi racconta da dove è venuta l'idea, non chi è il proprietario.
Con Bastien Tardieu (classe 1983) è arrivata la seconda generazione, verso la fine degli anni Duemila. Enologo di formazione, ha prima fatto vendemmie in Australia e Nuova Zelanda, poi è entrato nell'azienda familiare assumendo la responsabilità di vinificazione e affinamento. Con lui lo stile della casa è diventato più preciso e meno dominato dal legno rispetto ai primi anni.
Territorio e terroir
Sede e cantina si trovano a Lourmarin, sul versante sud del Luberon: paesaggio di Provenza, ma dal punto di vista viticolo già al margine meridionale dell'area d'influenza del Rhône. La scelta è voluta: il paese è ben collegato tra Rhône meridionale e Provenza, senza essere di per sé una denominazione di prestigio. Il terroir di questi vini sta altrove, nelle parcelle dei viticoltori partner.
E quelle parcelle coprono uno spettro molto ampio. Nel Rhône settentrionale le uve arrivano da ripidi versanti di granito e scisto: Côte-Rôtie, Hermitage, Crozes-Hermitage, Saint-Joseph e Cornas danno Syrah in purezza, tesa e verticale. Al sud dominano i galets roulés e i suoli calcarei, sabbiosi e argillosi di Châteauneuf-du-Pape, Gigondas, Vacqueyras e Rasteau, con blend guidati dalla Grenache. Il criterio comune non è la denominazione ma l'età della vigna: si cercano vigne vecchie, di norma tra i 40 e i 120 anni, con rese molto basse. Circa cento famiglie di viticoltori lavorano con la maison, alcune da decenni.
Stile e filosofia
La filosofia è quella dell'éleveur: il vino non si inventa in cantina, si modella con la selezione e l'affinamento. Gli acquisti sono piccoli, spesso da mezza dozzina a un paio di dozzine di botti per cuvée. Poi entra in gioco la cantina di Lourmarin.
L'elemento distintivo è l'affinamento in legno, importato dalla Borgogna senza sconti. I rossi restano circa due anni in rovere francese e passano dalla barrique nuova o di un anno a contenitori più grandi e ai foudres: l'apporto del legno è scalare, non costante. Una parte delle uve fermenta a raspo intero. I bianchi stanno 8-10 mesi in legno, con bâtonnage regolare sulle fecce fini. L'imbottigliamento avviene senza chiarifica e con filtrazione minima.
Il risultato sono vini di grande sostanza con un'impronta chiara della botte, compatti da giovani e capaci di guadagnare molto con qualche anno di bottiglia. Poiché la base è fatta di vigne vecchie a resa bassa, i vini reggono il legno e, nelle cuvée migliori, mantengono freschezza e carattere della denominazione.
Appellazioni e vini celebri
Da Tardieu-Laurent la gamma non è organizzata per cru ma per denominazioni e su due linee di cuvée: i vini Vieilles Vignes dalle vigne più antiche e, accanto a questi, cuvée di parcella autonome.
- Cornas Vieilles Vignes – la cuvée che nel 1995 ha reso famosa la maison nel mondo
- Cornas «Coteaux» – Syrah in purezza da parcelle come Les Savaux, Les Chaillots e Patou, ai piedi del versante
- Hermitage e Côte-Rôtie – il vertice della gamma del nord, in quantità minime
- Saint-Joseph Vieilles Vignes e Crozes-Hermitage – Syrah del nord più immediate
- Châteauneuf-du-Pape Vieilles Vignes – blend a base Grenache del sud
- Gigondas, Vacqueyras e Rasteau – rossi potenti del Rhône meridionale
- Condrieu Vieilles Vignes e bianchi da Roussanne e Marsanne
- Tavel Vieilles Vignes – un rosato costruito sulla struttura e non sulla leggerezza
Riconoscimenti
Il grande successo iniziale resta il Cornas Vieilles Vignes 1995, scelto da Wine Spectator come miglior vino del Rhône a due anni dalla fondazione. Da allora i vini raccolgono con regolarità punteggi alti sulla stampa internazionale: il Condrieu Vieilles Vignes ha ottenuto 97 punti da Wine Spectator in un'annata recente. La guida francese La Revue du Vin de France ha inserito la maison con due stelle nell'edizione 2021. Tardieu-Laurent dimostra così che una casa di affinamento senza vigneti propri può stare al vertice di una regione.
