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Cantina Santa Maria La Palma – la cooperativa della Nurra alle porte di Alghero

Cantina Santa Maria La Palma ad Alghero: cooperativa della riforma agraria con circa 300 famiglie di viticoltori, Aragosta Vermentino, Le Bombarde e Akènta Sub.

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In breve

  1. 1Cooperativa della Nurra alle porte di Alghero, fondata nel 1959 da un centinaio di contadini che avevano ricevuto le terre con la riforma agraria sarda.
  2. 2Oggi circa 300 aziende socie e 700–800 ettari di vigneto – uno dei produttori di vino più importanti del nord-ovest della Sardegna.
  3. 3Aragosta – il Vermentino di Sardegna DOC con l'aragosta in etichetta – è uno dei vini bianchi più conosciuti dell'isola.
  4. 4Le Bombarde: la linea dei rossi con Cannonau (la Grenache sarda), Monica e l'autoctono Cagnulari.
  5. 5Akènta Sub – uno spumante di Vermentino che affina a 30–40 metri di profondità nel mare di Alghero, in collaborazione con il Parco di Porto Conte.

Riepilogo

La Cantina Santa Maria La Palma è la grande cooperativa vitivinicola della Nurra, la piana bassa e circondata dal mare del nord-ovest della Sardegna, intorno ad Alghero. È nata nel 1959 dalla riforma agraria sarda: un centinaio di contadini, ai quali erano state assegnate da poco terre appena bonificate, unirono le forze e costruirono una cantina comune. Oggi la Cantina riunisce circa 300 aziende socie e coltiva 700–800 ettari di vigneto, il che ne fa uno dei produttori di vino più importanti dell'isola. È diventata famosa con l'Aragosta, il Vermentino di Sardegna con l'aragosta in etichetta che non manca quasi in nessun ristorante di pesce d'Italia. Accanto a esso ci sono la linea dei rossi Le Bombarde con Cannonau, Monica e Cagnulari e il marchio di spumanti Akènta, il cui Akènta Sub affina per mesi sul fondo del mare davanti ad Alghero.

Storia

La storia della Cantina non comincia con una casata nobile, ma con una riforma agraria. Dopo la Seconda guerra mondiale la Nurra, fino ad allora una zona paludosa e in gran parte incolta a nord di Alghero, fu bonificata e messa a coltura nell'ambito della riforma agraria sarda e, dal 1946, assegnata a famiglie contadine senza terra. Molti coloni arrivarono da altre parti dell'isola e dal continente e cominciarono a piantare vigne sui nuovi poderi.

Nel 1959 un centinaio di questi contadini decise di unire le forze e fondare una cantina comune: la Cantina Sociale Santa Maria La Palma, che prende il nome dal borgo sorto come centro del nuovo insediamento. La cooperativa sottolinea ancora oggi che dietro di lei non ci sono conti né baroni, ma tante famiglie di viticoltori e agricoltori. Nel corso dei decenni il piccolo gruppo di fondatori è diventato una cooperativa di circa 300 soci che oggi vende tra 5 e 6,5 milioni di bottiglie l'anno ed è tra le realtà economiche più rilevanti del territorio.

Posizione e terroir

Santa Maria La Palma si trova a pochi chilometri a nord di Alghero, sulla costa nord-occidentale della Sardegna. Le vigne dei soci si estendono nella Nurra, un'ampia piana tra Alghero, Sassari e Porto Torres circondata dal mare su tre lati. Una parte dei vigneti ricade nel Parco naturale di Porto Conte, ai piedi delle falesie calcaree di Capo Caccia, un paesaggio quasi incontaminato a due passi dall'acqua.

Il clima è pienamente mediterraneo: tanto sole, estati asciutte e l'influenza costante del mare. Il maestrale, il vento da nord-ovest, mantiene sane le viti e porta quella freschezza sapida che dà carattere ai bianchi della zona. I suoli della Nurra sono vari: tratti calcarei si alternano a terreni alluvionali sabbiosi e argillosi, ideali per il Vermentino, che predilige posizioni calde e ben drenate.

Stile e filosofia

Santa Maria La Palma rappresenta uno stile accessibile, pulito e fruttato che avvicina la Sardegna a un pubblico ampio. Il cuore della gamma è il Vermentino: fresco, agrumato, con note di fiori bianchi, erbe mediterranee e un tocco sapido che sa di mare. I bianchi vengono vinificati in acciaio proprio per conservare questa freschezza.

Per i rossi la Cantina punta sui vitigni sardi. Il Cannonau – nome sardo della Grenache – dà vini caldi e morbidi con frutta rossa matura; la Monica aggiunge rossi più leggeri e senza pretese; e il raro autoctono Cagnulari, coltivato quasi esclusivamente nell'algherese, offre vini speziati e scuri con un profilo tutto suo. Per le linee di selezione e prestigio si impiegano anche Chardonnay e Sauvignon Blanc.

Come cooperativa, la Cantina si considera anche un progetto sociale: garantisce lo sbocco commerciale alle aziende socie e investe in tecnologia di cantina moderna, wine experience e servizi per i visitatori che rafforzano Alghero come meta enoturistica.

Cru e vini noti

I vini della Cantina sono organizzati in linee ben riconoscibili:

  • Aragosta – il Vermentino di Sardegna DOC con l'aragosta in etichetta, fiore all'occhiello della casa e uno dei Vermentino più venduti d'Italia; affiancato da Aragosta Rosé, Frizzante e Brut
  • Le Bombarde – la linea classica dei rossi con Cannonau di Sardegna DOC, Monica e Cagnulari
  • Akènta – il marchio di spumanti da Vermentino; l'Akènta Sub affina da 6 a 12 mesi in una gabbia a 30–40 metri di profondità davanti ad Alghero, un progetto con il Parco di Porto Conte e l'Area Marina Protetta Capo Caccia–Isola Piana
  • Novecento59 – uno spumante di Chardonnay metodo classico, battezzato con l'anno di fondazione
  • Cagnulari Alghero Riserva DOC – la versione affinata del vitigno autoctono
  • Vini di selezione e prestigio come Papiri, Trìulas, Estìu, Ràfia o Recònta, oltre al passito Soffio di Sole

Riconoscimenti

L'Aragosta è da decenni uno dei bianchi più conosciuti della Sardegna e ha contribuito in modo decisivo ad affermare il Vermentino di Sardegna come marchio nel commercio italiano. I vini della Cantina compaiono regolarmente nelle guide italiane e ottengono medaglie nei concorsi nazionali e internazionali. Negli ultimi anni l'Akènta Sub ha attirato un'attenzione particolare: lo spumante affinato sott'acqua ha avuto ampia copertura mediatica in Italia ed è considerato uno dei progetti enologici più originali dell'isola – e la prova che una cooperativa nata dalla riforma agraria può essere oggi tra le realtà più innovative della Sardegna.

Domande frequenti

Che cos'è la Cantina Santa Maria La Palma?

Una cooperativa vitivinicola di Santa Maria La Palma, frazione di Alghero nel nord-ovest della Sardegna. È stata fondata nel 1959 da un centinaio di contadini della riforma agraria sarda e oggi riunisce circa 300 aziende socie con 700–800 ettari di vigneto nella piana della Nurra.

Per cosa è conosciuta Santa Maria La Palma?

Soprattutto per l'Aragosta, il Vermentino di Sardegna DOC con l'aragosta in etichetta – un bianco fresco e sapido presente nelle carte dei ristoranti di pesce di tutta Italia. A questo si aggiungono i rossi della linea Le Bombarde (Cannonau, Monica, Cagnulari) e gli spumanti del marchio Akènta, tra cui l'Akènta Sub affinato sott'acqua.

Che cos'è il Cannonau?

Cannonau è il nome sardo del vitigno Grenache (Garnacha). È l'uva rossa più importante dell'isola e a Santa Maria La Palma dà rossi caldi e morbidi con frutta rossa matura e note di macchia mediterranea, ad esempio nel Le Bombarde Cannonau di Sardegna DOC.

Si può visitare la Cantina Santa Maria La Palma?

Sì. La cooperativa gestisce diversi punti vendita e di degustazione nei dintorni di Alghero con visite guidate, wine experience e wine shop. Santa Maria La Palma si trova a pochi chilometri a nord di Alghero, ai margini del Parco naturale di Porto Conte – una sosta che vale la pena sulla strada per Capo Caccia.

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