Sintesi
La Chablisienne è la grande cooperativa di viticoltori di Chablis e insieme uno dei produttori più importanti dell'intera denominazione. Fondata nel 1923 da un pugno di vignaioli in difficoltà economiche, riunisce oggi circa 250-300 famiglie e all'incirca 1.200-1.250 ettari di vigneto. A seconda dell'annata, da qui esce tra un quinto e un quarto di tutto lo Chablis prodotto. La gamma copre l'intera gerarchia: Petit Chablis, Chablis, un ampio programma di Premiers Crus e diversi Grands Crus. Il cuore è Château Grenouilles, circa 7,2 ettari contigui nel Grand Cru Grenouilles. A differenza di molte cooperative, dagli anni Cinquanta La Chablisienne riceve mosto e non vino finito, mantenendo così la vinificazione interamente nelle proprie mani.
Storia
Le origini risalgono al decennio difficile seguito alla Prima guerra mondiale. Nel 1923 alcuni viticoltori di Chablis si unirono perché da soli non riuscivano a sostenere né la cantina né la commercializzazione. La spinta arrivò dall'Abbé Balitrand, un sacerdote che portò l'idea cooperativa nella regione. All'epoca Chablis era lontanissima dalla fama odierna: fillossera, gelate e difficoltà economiche avevano ridotto drasticamente la superficie vitata.
Una scelta decisiva arrivò a metà degli anni Cinquanta: invece di ritirare vino già pronto dai soci, La Chablisienne cominciò a ricevere la vendemmia sotto forma di mosto. Fermentazione e affinamento passarono così interamente al proprio team di cantina, un passo insolito per una cooperativa e la ragione della coerenza stilistica che la gamma conserva ancora oggi.
Il secondo grande traguardo è Château Grenouilles. La Chablisienne vinificava il cru già dalla fine degli anni Settanta con un contratto d'affitto a lungo termine, lo ha acquistato nel 1999 e lo ha rilevato completamente all'inizio degli anni Duemila, alla scadenza del contratto. Da allora il Grand Cru è l'emblema indiscusso della casa. Nel 2023 la cooperativa ha festeggiato il suo centenario.
Posizione e terroir
Chablis si trova nel dipartimento della Yonne, circa 100 chilometri a nord-ovest della Côte d'Or e quindi nettamente staccata dal resto della Borgogna. Il clima è decisamente fresco e continentale; le gelate primaverili sono tra i rischi maggiori per la viticoltura locale. È proprio questa freschezza a dare ai vini la loro acidità e nitidezza senza compromessi.
Il suolo è determinante: marna kimmeridgiana, una marna calcarea del Giurassico superiore ricca di conchiglie fossili di ostrica della specie Exogyra virgula. È considerata all'origine della celebre mineralità salina e gessosa di Chablis. I Grands Crus si concentrano su un unico pendio esposto a sud-ovest sulla riva destra del fiume Serein, dove sole e riparo si combinano nel modo più favorevole. Sui plateau più freschi, con calcare portlandiano più recente, cresce invece il più leggero Petit Chablis.
Poiché La Chablisienne riceve uve da tutto il comprensorio, la casa può attingere a una tavolozza di parcelle straordinariamente ampia, dal plateau al versante dei Grands Crus.
Stile e filosofia
L'ambizione è mostrare Chablis in tutta la sua ampiezza senza forzarne il carattere tipico. I vini sono sempre secchi, lineari e sostenuti da un'acidità viva. Il legno è usato con grande misura: i vini d'ingresso maturano in acciaio, mentre una parte dei Premiers e Grands Crus affina in botti usate, per guadagnare tessitura invece di note tostate.
La qualità nasce dal contatto stretto tra cantina e soci: un servizio viticolo interno affianca i vignaioli in vigna, e il conferimento in forma di mosto consente di vinificare separatamente ogni partita. Alla guida della cantina c'è l'enologo Vincent Bartement, più volte premiato a livello internazionale come enologo dell'anno per i vini bianchi. La casa completa la gamma con vini a certificazione biologica sotto la linea Dame Nature.
Cru e vini celebri
La gamma è chiaramente scalata, dall'ingresso al Grand Cru:
- Petit Chablis: fresco e croccante, dai plateau più freddi
- Chablis „La Sereine": il vino classico della casa e il suo riferimento stilistico
- Chablis „Les Vénérables" Vieilles Vignes: da vigne vecchie, più denso e profondo
- Premiers Crus come Fourchaume, Côte de Léchet e Beauroy, dall'ampio programma dell'azienda
- Grands Crus da diversi dei sette climats, tra cui Les Clos, Blanchot, Bougros e Les Preuses
- Château Grenouilles: il vino di punta, da circa 7,2 ettari nel Grand Cru Grenouilles
Château Grenouilles è considerato uno degli Chablis più rari e longevi in assoluto: le buone annate si sviluppano per un decennio e oltre.
Riconoscimenti
La Chablisienne è tra gli indirizzi più premiati della denominazione. All'International Wine Challenge la casa ha conquistato più volte trofei nelle categorie dedicate a Chablis, compresi quelli per Chablis, Premier Cru e Grand Cru. Il capocantina Vincent Bartement è stato insignito lì a più riprese del titolo di enologo dell'anno per i bianchi, la prima volta nel 2014. La cooperativa ha così smentito in modo convincente l'idea che in Borgogna dimensione e qualità assoluta si escludano a vicenda.
