Riepilogo
Gut Oggau, a Oggau am Neusiedler See nel Burgenland, è una delle cantine di vino naturale più note al mondo – e una delle più originali. Nel 2007 Stephanie ed Eduard Tscheppe-Eselböck hanno rilevato una tenuta del Seicento rimasta abbandonata per decenni e hanno iniziato subito a lavorare in biodinamica, quando in Austria era ancora considerata una stranezza. Al posto di una piramide qualitativa hanno costruito la gamma come una famiglia di vini: ogni vino porta un volto disegnato, un nome e una biografia inventata che ne racconta il carattere. Dietro c'è un lavoro di cantina radicalmente purista: fermentazione spontanea, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione e nessuna solforosa aggiunta.
Storia
La storia di Gut Oggau comincia nel 2007 con l'acquisto di un rudere. Stephanie Eselböck – cresciuta nella famiglia che sta dietro al ristorante burgenlandese Taubenkobel – e lo stiriano Eduard Tscheppe rilevarono nel centro di Oggau una proprietà del XVII secolo rimasta pressoché inutilizzata per una ventina d'anni. Alla tenuta appartenevano vigne vecchie, una cantina a volta e un torchio a leva di oltre 200 anni, ancora oggi in funzione.
Proprio il lungo abbandono si rivelò una fortuna: i suoli non erano stati trattati per anni, così la coppia poté partire direttamente in biodinamica, senza periodo di conversione. Iniziarono con circa nove ettari e ampliarono la superficie passo dopo passo. Quello che era nato come un progetto molto personale – vino naturale senza compromessi in una regione che allora lavorava quasi interamente in modo convenzionale – è diventato in pochi anni un riferimento internazionale della scena del vino naturale.
Posizione e terroir
Oggau si trova sulla sponda occidentale del lago di Neusiedl, tra Rust ed Eisenstadt, nella zona del Leithaberg. Il grande lago steppico, molto basso, funziona da volano climatico: accumula calore, attenua gli sbalzi di temperatura e porta nebbia e umidità in autunno – una combinazione che nel Burgenland rende tradizionalmente possibili i grandi dolci muffati, ma che qui viene sfruttata soprattutto per maturazioni lunghe e regolari.
Alle spalle del paese si alzano i pendii dei monti Leitha. I suoli cambiano molto su brevi distanze: calcare e scisto nelle parcelle più alte, ghiaia e sabbia in quelle più pianeggianti verso il lago. Calcare e scisto danno soprattutto al Blaufränkisch sapidità, tensione e tannino fine, mentre i suoli più leggeri di ghiaia e sabbia producono vini fruttati e diretti. Le viti hanno tra i 30 e oltre i 60 anni e molte parcelle sono piantate a vigna promiscua: più vitigni insieme, vendemmiati e fermentati in un colpo solo.
Stile e filosofia
L'ambizione della casa è coerente: il vino deve essere l'immagine del suo luogo e della sua annata, non il risultato di una correzione tecnica. Tutti i vigneti sono certificati Demeter; si lavora con compost, preparati, inerbimento e rese basse, e la vendemmia è manuale.
In cantina vale il principio del minimo intervento. I mosti fermentano spontaneamente con i lieviti indigeni della vigna, per lo più in grandi botti di legno da circa 500 a 1.500 litri. L'affinamento sulle fecce dura, a seconda del vino, dagli otto ai diciotto mesi. L'imbottigliamento avviene senza chiarifica, senza filtrazione e senza solforosa aggiunta: i vini possono quindi presentarsi torbidi, all'inizio sembrare chiusi nel bicchiere e continuare a evolvere nell'arco di ore o giorni. Una parte dei bianchi fa macerazione sulle bucce e si avvicina così all'orange wine.
Cru e vini noti
A differenza delle tenute classiche, da Gut Oggau il ruolo principale non lo gioca il singolo cru, ma il carattere di ogni parcella – tradotto in una persona.
La famiglia di vini
La gamma è concepita come una famiglia inventata su tre generazioni. Le etichette mostrano ritratti disegnati e a ogni figura corrisponde una breve biografia. La ripartizione segue l'età delle viti e la posizione:
- I giovani: Theodora (Grüner Veltliner e Welschriesling, di solito in vigna promiscua e con una breve macerazione), Winifred (rosé) e Atanasius (uvaggio rosso) – da viti più giovani, freschi, leggeri e di grande bevibilità
- La generazione dei genitori: Timotheus, Josephine, Emmeram e Joschuari – da parcelle più calde e mature, più densi, pacati e strutturati
- I nonni: Mechthild (bianco) e Bertholdi (rosso) – dalle parcelle più vecchie, profondi, longevi e pressati sullo storico torchio a leva
- Inoltre Wiltrude, altra figura della generazione anziana
Fuori dalla famiglia sta la linea Maskerade (bianco, rosé, rosso): vini da vigne acquisite di recente il cui carattere, secondo la lettura della tenuta, non si è ancora rivelato – restano mascherati finché non entrano nella famiglia. I Maskerade sono diretti, succosi e a volte leggermente frizzanti.
Riconoscimenti
Gut Oggau gioca volutamente fuori dai classici sistemi di punteggio e di classificazione: i vini non portano alcuna denominazione DAC e vengono imbottigliati semplicemente con la provenienza Burgenland. Il riconoscimento arriva da altrove – dalla scena internazionale del vino naturale, da fiere come RAW Wine e soprattutto dalle carte dei vini di ristoranti e wine bar ambiziosi, da Copenaghen a Tokyo, dove Gut Oggau è da anni una presenza fissa. Oggi la tenuta è considerata uno degli indirizzi che hanno definito il vino naturale austriaco e ha contribuito in modo decisivo a trasformare il lavoro biodinamico e senza solforosa nel Burgenland da tema di nicchia a una via di qualità presa sul serio.
