Sintesi
Torrevento è una delle cantine più note della Puglia e si è dedicata come poche altre alla riscoperta del vitigno autoctono Nero di Troia. La sede è un'antica cantina monastica del XVII secolo, nel cuore del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e in vista del celebre Castel del Monte ottagonale dell'imperatore Federico II. Da qui la famiglia Liantonio coltiva oggi circa 500 ettari di vigne, dando vita a rossi potenti e speziati oltre a bianchi e rosati freschi da varietà locali. I vini Riserva Ottagono e Vigna Pedale hanno reso Torrevento un nome fisso nelle guide dei vini italiane.
Storia
Le radici di Torrevento risalgono a Francesco Liantonio, capostipite di una famiglia pugliese di viticoltori e commercianti. Dopo anni negli Stati Uniti, tornò in Puglia negli anni Venti e cominciò a lavorare l'uva e a produrre olio d'oliva. Il passo decisivo verso la cantina di oggi arrivò nel 1948: quell'anno la storica tenuta con la sua cantina monastica passò nelle mani della famiglia, fu ristrutturata e sviluppata come "Vinicola Torrevento".
Il cuore della tenuta è un'antica cantina monastica del XVII secolo, un tempo usata come cantina del vino da religiosi. Nel corso dei decenni quell'attività rurale è diventata un produttore moderno con circa 500 ettari di vigneto, costantemente orientato ai vitigni autoctoni della Puglia. Ancora oggi la guida è nelle mani della famiglia Liantonio.
Territorio e terroir
Torrevento si trova a Corato, in provincia di Bari, all'interno del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, un altopiano calcareo spoglio e ampio nel nord della Puglia. Su tutto svetta il Castel del Monte ottagonale, emblema della regione e origine del nome della denominazione. I suoli sono segnati da calcare e da argille rosse e ferrose; il clima è mediterraneo, con estati calde e secche e nette escursioni termiche tra giorno e notte.
Proprio questa altitudine e le notti fresche favoriscono il Nero di Troia, a maturazione tardiva: garantiscono una maturazione lenta e regolare, un'acidità ben conservata e un'aromatica marcata. I suoli calcarei e la siccità della Murgia conferiscono ai vini la loro inconfondibile speziatura e struttura.
Stile e filosofia
Torrevento si intende come ambasciatrice della varietà ampelografica pugliese. Al centro c'è il Nero di Troia (Uva di Troia), varietà tardiva e tannica considerata tra le più nobili della regione. Accanto ad esso hanno un ruolo il Primitivo, l'Aglianico e la famiglia dei Bombino (Bombino Nero e Bianco), oltre ad altre varietà locali come il Pampanuto e il Moscato Reale.
I rossi sono concepiti per carattere e longevità: frutta scura, note speziate di tabacco, cuoio e spezie scure, tannini saldi ma maturi. I vini Riserva maturano in barrique francesi e poi in bottiglia. La gamma è completata da rosati e bianchi accessibili che mostrano il lato fresco e fruttato della Puglia. Sostenibilità, ricerca e il lavoro esclusivo con viti autoctone segnano la filosofia della casa.
Vigne e vini noti
La gamma è chiaramente articolata, dai vini quotidiani accessibili alle prestigiose cuvée Riserva. Tra i vini più noti figurano:
- Ottagono – Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG, il fiore all'occhiello di prestigio; affinato in rovere francese
- Vigna Pedale – Castel del Monte Rosso Riserva DOCG da 100% Nero di Troia, più volte vincitore dei "Tre Bicchieri"
- Bolonero – Castel del Monte DOC, un blend di Aglianico e Nero di Troia
- Primitivo e altri rossi sotto la denominazione Puglia IGT
- Rosati e bianchi da varietà locali come il Bombino
L'area di Castel del Monte ha ottenuto la DOCG con il Nero di Troia nel 2014, un traguardo a cui Torrevento ha contribuito con decenni di lavoro sul vitigno.
Riconoscimenti
Torrevento è uno dei produttori regolarmente premiati della Puglia. Il Vigna Pedale è stato premiato più volte dal Gambero Rosso – a tratti in annate consecutive – con gli ambiti "Tre Bicchieri", e vini come il Bolonero e l'Ottagono hanno trovato riconoscimento anche nelle principali guide dei vini italiane. La cantina è stata inoltre premiata per il lavoro sostenibile in vigna. Torrevento figura così tra le case che più hanno contribuito a consolidare la reputazione del Nero di Troia e dell'area di Castel del Monte ben oltre la Puglia.
