Riepilogo
Il Weingut Metzger di Grünstadt-Asselheim è uno dei nomi più entusiasmanti del nord del Palatinato. Qui, nel Leiningerland lontano dalla celebre Mittelhaardt, Uli Metzger ha trasformato una classica azienda di famiglia in una cantina che di colpo viene nominata nello stesso respiro dei grandi indirizzi. Su circa 20-30 ettari nascono Riesling precisi e di marcata impronta calcarea e Pinot espressivi – Chardonnay e Spätburgunder (pinot nero) – che uniscono tradizione e cantina moderna. Quanto bene funzioni lo ha mostrato nel 2026 la VINUM Weinguide Deutschland, che ha nominato Metzger „Cantina dell'Anno".
Storia
Da Metzger la tradizione familiare risale a oltre 100 anni: viticoltura come quella che per generazioni è stata consueta nel Palatinato. Il grande salto, però, arriva solo con Uli Metzger, che guida la cantina nella terza generazione e l'ha rilevata completamente nel 2010. Ha orientato con decisione l'azienda verso la qualità: vigneti migliori, rese più basse, più lavoro manuale in vigna e una cantina moderna e pulita.
Così, in pochi anni, una solida ma discreta azienda di famiglia è diventata una delle rivelazioni più vistose del Palatinato. Il fatto che la quarta generazione collabori già dà alla casa una spinta in più: qui non si punta al successo rapido, ma al lungo periodo. Il culmine finora: il riconoscimento come „Cantina dell'Anno 2026".
Posizione e terroir
A differenza delle stelle della Mittelhaardt, Metzger si trova nel Leiningerland, nel nord del Palatinato, intorno a Grünstadt-Asselheim. La zona è molto meno affollata, ma dal punto di vista climatico è altrettanto favorita: mite, soleggiata e riparata ai margini della Foresta del Palatinato. È proprio questo a rendere la regione così interessante: buoni suoli a prezzi che consentono ancora a viticoltori ambiziosi di costruire qualcosa.
Determinanti sono i suoli calcarei, che danno al Riesling la sua vena tesa e minerale e ai Pinot la loro eleganza. Inoltre la famiglia coltiva parcelle pregiate nei dintorni più ampi, tra cui classici come il Bockenheimer Kieselberg e il celebre Kallstadter Saumagen. Da questa miscela di calcare, calore e lavoro manuale, Metzger trae il proprio stile.
Stile e filosofia
L'idea di fondo è semplice: mettere insieme tradizione e vinificazione moderna senza che l'una schiacci l'altra. Per il Riesling, Uli Metzger punta sull'affinamento classico in grandi botti di legno, che dona calma, trama e una fine nota di maturità senza che il legno si imponga. I vini sono precisi, minerali e secchi, con un chiaro legame al calcare del sottosuolo.
Con i Pinot segue un'altra strada: Chardonnay e Spätburgunder (pinot nero) maturano in piccole barrique e acquistano così morbidezza, profondità e struttura. La gamma è completata, tra gli altri, da Sauvignon Blanc, Grauburgunder e Weißburgunder, oltre che da vitigni bordolesi, e da spumanti propri. Nel complesso, una casa che gioca su molti registri, ma che mostra ovunque la stessa firma: chiara, pulita, ambiziosa.
Cru e vini noti
La gamma è chiaramente strutturata: dai vini base accessibili fino ad ambiziosi vini di cru e selezioni. Caratteristiche sono le linee proprie dai nomi incisivi:
- „Prachtstück" – una delle linee di punta della casa
- „Pastorenstück" – una selezione ambiziosa
- „Filet" – come dice il nome: il meglio del taglio
- Kallstadter Saumagen – Riesling da uno dei cru più celebri del Palatinato
- Bockenheimer Kieselberg – soprattutto un nome per lo Spätburgunder (pinot nero)
Proprio con Riesling e Spätburgunder, Metzger mostra quanto racchiudano i cru del nord del Palatinato.
Riconoscimenti
Il colpo più grande finora: Metzger è stata nominata „Cantina dell'Anno" nella VINUM Weinguide Deutschland 2026 e valutata con 4½ stelle, uno dei massimi riconoscimenti che una cantina tedesca possa ricevere. Già nel 2025 la casa aveva conquistato due medaglie d'oro al VINUM Riesling Champion Award.
Per un'azienda che deliberatamente non è membro VDP e lavora lontano dalla celebre Mittelhaardt, è una dichiarazione d'intenti. Metzger dimostra che la qualità di vertice nel Palatinato non dipende da luoghi e associazioni, ma dai suoli, dal lavoro manuale e da una testa lucida in cantina.
